Lunedì 2 Aprile: Autoferrotranvieri ed operai protestano sotto l'Atac


Ci risiamo. Lunedì 2 aprile gli autoferrotranvieri romani daranno vita ad una manifestazione sotto gli uffici Atac di via Prenestina 45 (già teatro di un sit-in nel recente Ottobre).

Questa volta il corteo sarà ancora più grosso, perché parteciperanno anche gli operai della Ciclat, alle prese da mesi con stipendi non elargiti regolarmente. Gli autoferrotranvieri si uniranno in maniera autonoma ed extra-sindacale contro la mala gestione che sta traghettando l’Atac sulla via della privatizzazione. Si legge in una nota. L’associazione Co.a.l.a. (coordinamento autonomo per le lotte degli autoferrotranvieri) ed il “Gruppo Atac” sono i promotori dell’iniziativa.


Nonostante l’amministrazione attuale - prosegue la nota - stia facendo il possibile per mettere mano al bilancio disastroso di Atac, appesantito dai debiti contratti dalle precedenti amministrazioni, pilotati dalla politica, ogni giorno assistiamo ad un servizio pubblico che fa acqua da tutte le parti.

Certamente sono proprio gli autoferrotranvieri a conoscere meglio degli altri il mondo Atac, ed è per questo che lunedì protesteranno su certi temi, mettendosi loro per primi in discussione.

Repressione disciplinare perché si sosta più del necessario per esigenze fisiologiche (nei casi più estremi, ma si assiste anche a questo); non si parla più di un piano industriale che doveva essere la garanzia per le banche a dar modo a queste ultime di ri-aprire i rubinetti dando un po’ di ossigeno alle casse della municipalizzata.

Nelle rimesse è sempre “un terno al lotto” poter effettuare un cambio turno senza doversi raccomandare o usufruire delle ferie pregresse che arrivano ad essere non meno di 50 gg. per autoferrotranviere; in merito poniamo una domanda: l’utenza sarebbe tranquilla nel sapere che ad un conducente di un mezzo pubblico è negato il normale recupero psico fisico? Proprio questo chiederanno gli autoferrotranvieri alla manifestazione, il poter usufruire di un recupero per il lavoro svolto, come stabilito dalla legge e potersi così programmare una settimana di ferie con la famiglia avendo un debito anticipo; e non aspettare fino all’ultimo giorno…

Un trasporto pubblico si regge sul personale viaggiante e non sugli amministrativi. La scorsa estate sono stati formati 120 ragazzi idonei alla guida e conoscitori della città, non sarebbe opportuno dar loro un lavoro stabile e alla cittadinanza romana qualche autista in più che possa svolgere il servizio di trasporto pubblico? Sembrerebbe un buon compromesso.

Gli autoferrotranvieri chiederanno anche la “revisione sull’accordo della malattia” che sancisce, con il medesimo contratto di lavoro, per il personale amministrativo l’usufrutto di 6 mesi di malattia in un anno solare; mentre per gli autoferrotranvieri, quelli veri, che respirano lo smog del traffico di Roma, la possibilità di usufruire del medesimo periodo di malattia in un arco temporale di 3 anni e mezzo, pena il doversi ridurre il compenso base in busta paga se si oltrepassa tale limite.

Per ultimo, ma non perché meno importante, questi lavoratori lotteranno per far si che la meritocrazia sia finalmente un riconoscimento per il lavoro svolto e che il sindacato, ovvero la spinta di qualche politico non servano a mettere i loro uomini nelle poltrone che contano.

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