Ordinanze per Roma: prorogate quelle per la movida, la quiete pubblica e la tutela dei monumenti

Roma, Piazza Navona, Fontana del Moro

Per un’esistenza dalla natura precaria insita nel DNA, che può riporre la sua unica certezza nel fatto che prima o poi si muore, la revisione costante delle regole di convivenza per una società in continua trasformazione è ‘cosa buona e giusta’, anche se a giudicare dal ricco pacchetto delle ordinanze a tempo, anche avendo un concetto di decoro confuso, la capitale come minimo dovrebbe avvicinarsi a standard di civiltà più edificanti.

Utili o meno, sta di fatto che prorogata l’ordinanza anti alcol fino al 30 settembre 2012, per tenere a bada la movida accaldata dell’estate romana, e quella anti-prostituzione che difficilmente oscurerà le lucciole fino al 30 gennaio 2013, si procede con i rinnovi di quelle in scadenza.

Tanto per non creare troppa confusione con il calendario si rinnovano fino al 30 settembre 2012 sia l'ordinanza numero 86 che vieta l'organizzazione e la partecipazione ai cosiddetti pub crawl, sia l'ordinanza numero 87 che vieta il rilascio di Occupazione di Suolo Pubblico in Piazza Navona e Fontana di Trevi, mentre il termine per l'ordinanza numero 88 cosiddetta antischiamazzi viene esteso fino al 31 dicembre 2012.

Nello specifico se qualcuno avesse bisogno di un ripasso:

L’ordinanza a tutela della sicurezza pubblica e della salvaguardia del patrimonio artistico e monumentale a piazza Navona e Fontana di Trevi vieta, ai funzionari capitolini, di rilasciare concessioni di suolo pubblico per eventi e manifestazioni su quelle aree. n specifiche aree del centro storico vieta ai responsabili degli Uffici e Servizi dell’Amministrazione Capitolina di procedere al rilascio di concessioni di suolo pubblico per eventi e manifestazioni da svolgersi nell’area di piazza Navona e della Fontana di Trevi. Fanno eccezione le attività tradizionali: a piazza Navona il mercatino natalizio e la festa della Befana e gli artisti (pittori, caricaturisti ecc.) autorizzati; a Fontana di Trevi gli artisti di strada. Possibili anche, in ambedue gli spazi, le riprese cine-televisive e gli eventi e le manifestazioni promosse dal Campidoglio, "in ragione della loro insita rilevanza pubblica".

L'ordinanza “anti-schiamazzi”, nel reprimere rumori lesivi della salute, della sicurezza delle persone e dell’igiene pubblica, impone tra l’altro ai gestori di esercizi pubblici di diffondere musica a porte e finestre chiuse e di assicurare la costante pulizia degli spazi pubblici concessi, pena la sanzione amministrativa di 500 euro. Sono puniti con una sanzione compresa tra 25 e 150 euro, ferma restando l’eventuale applicazione di sanzioni penali e amministrative, i rumori molesti, anche dovuti a un utilizzo improprio dei clacson. Puniti anche gli "assembramenti chiassosi e schiamazzi causati da comportamenti degenerativi e connessi all’esercizio di attività ludiche, economiche, sociali, di circoli privati e di altre categorie assimilabili": la multa è compresa tra 25 e 150 euro, ferma restando l’eventuale applicazione di sanzioni penali e amministrative.

L’ordinanza che vieta l’organizzazione e la partecipazione ai cosiddetti pub crawl (tour alcoolici di locale in locale) che colpisce gli esercizi che vi partecipano, o ne favoriscono l’attuazione, con la sospensione dell’attività per un periodo compreso tra 3 e 60 giorni e, in caso di recidiva, la revoca dell’autorizzazione.

Foto | Wikimedia

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