Roma arDente: Al Grottino a San Giovanni


Avrete fatto caso, almeno una volta nella vita, che i cinema hanno gli stessi nomi in tutta Italia: in ogni città c’è sempre un Esperia, un Moderno, un America… e vale anche per i nomi delle strade: ovunque, tranne da noi, si trova via Roma, così come in ogni dove c’è un ristorante o una pizzeria dedicata Al Grottino.

La Capitale stavolta non fa eccezione e il suo, di grottino (chissà se è l’unico, poi), si trova a San Giovanni, in una strada senza uscita in cui parcheggiare, specie il sabato sera, può rivelarsi l’ottava fatica di Ercole.

Ma se supererete anche questa sarete ripagati da una pizza ad alta digeribilità che non è così tanto per dire o perché va molto di moda, ma digeribile lo è davvero, grazie a una lievitazione lentissima che dura addirittura due giorni! E poi, tanto per rassicurarvi, non è extralarge e né alta né bassa: insomma, è concepita per piacere proprio a tutti.

Una bella tavolata in compagnia con una decina di commensali non può neanche immaginare una cena frugale, di quelle che te la spicci in un’oretta perché poi ti comincia il film o vai a una festa, quindi ci coccoliamo con un paio di tempura vegetali davvero evanescenti, tanto la pastella è leggera. E in effetti riesco a digerire anche i peperoni (un record per me), oltre alla cipolla, alle melanzane, al cavolfiore e alle zucchine che assaggio.

Accanto al vegetale arriva anche un fritto misto tradizionale con supplì dai quali mi sarei aspettata di più, filetti di baccalà, olive ascolane buone e mozzarelline alle quali, non mi stancherò mai di ripeterlo, dovete fare attenzione: in genere sono roventi stile pomodorino di Fantozzi… solo che poi è difficile trovare un laghetto per placare la scottatura.

La pizza, come dicevo, è notevole, soprattutto l’impasto friabile e affatto pesante… se si ricordassero di servire la margherita con basilico sarebbe quasi perfetta, dato che la perfezione non è di questo mondo! Da provare anche quella della casa, con fiori di zucca, pomodori secchi e stracchino.

Comunque, critiche e comunicazioni varie, oltre a farle ai simpaticissimi camerieri (non sono ironica, sono carini e disponibili davvero), potete rivolgerle direttamente a cuoco e pizzaiolo che fanno capolino dalla cucina a vista. Divertente, infine, l’ipad che ti consegnano per scegliere i dessert: io mi butto su una panna cotta particolare, a base di crema chantilly con doppio caramello all’arancia, e streusel alla cannella. Sublime.

La maggioranza preferisce le bavaresi alla ricotta o al cioccolato bianco, un anticonformista il tortino al cioccolato con cuore caldo. Tutti restano soddisfatti e per digerire hanno bisogno di caffè e amari, che insieme alle altre bevande (acqua e birre, tante, molte artigianali), fanno dividere il conto in 9 a 25 euro. Onestissimo.

Concludo il mio racconto con due note: una positiva e l’altra negativa. Quella positiva riguarda il menu bambini: c’è la possibilità di ordinare qualunque pizza a forma di testa di topolino e farla arrivare in un batter d’occhio. Quella negativa riguarda la fonoassorbenza del locale: praticamente nulla, pensate che non riuscivo a sentire neppure cosa dicevano i miei amici all’altro capo del tavolo e sono uscita con un gran mal di testa.

Ristorante Al Grottino
Via Orvieto, 6
00182 – Roma
Tel 06 702440
www.algrottino.com
algrottino@algrottino.it

Foto | Flickr

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