La settimana dei Municipi: questione di equilibrio, anzi, di bilancio


Settimana di conti, quella trascorsa, e se fare i conti già di per sé non è un’attività esaltante, figuriamoci quando i conti (che puntualmente non tornano) si fanno con i soldi, e specialmente con quelli di un’amministrazione pubblica enorme come Roma Capitale. In vista dell’approvazione del bilancio comunale 2012, che sarà – affermazione bipartisan cui ormai siamo abituati – lacrime e sangue, il sindaco Alemanno ha convocato i presidenti dei Municipi per discuterne con loro.

E già su questa modalità di azione le amministrazioni, tra destra e sinistra, si dividono: fedelissima al primo cittadino, Sara De Angelis, presidente del Municipio II, loda l’iniziativa e ricorda come questo, con Veltroni, non sia mai accaduto. Sui tagli afferma di essere convinta che ci saranno, ma altrettanto convinta che non andranno a incidere sui servizi sociali.

Al contrario, il presidente del Municipio X, Sandro Medici, non si è presentato alla riunione in Campidoglio, giustificandosi di non voler prendere parte a quella che definisce “una macelleria sociale” in cui, ancora una volta a suo dire, i minisindaci sono stati esclusi dalla formazione dei bilanci e promette di scendere in piazza accanto ad anziani e disabili qualora i tagli fossero eccessivi.

Sì, perché purtroppo di questo si parla, inevitabilmente: di tagli. Il più clamoroso pare sia quello sui fondi per riparare ai danni della neve: dei 30 milioni stanziati, solo 14 andranno ai Municipi che, come si sa, hanno la competenza della manutenzione dell’85% della rete stradale capitolina, mentre gli altri 16 saranno assegnati al Dipartimento XII. A sollevare un polverone su questo argomento è il presidente del Municipio VII, Roberto Mastrantoni.

Di certo si sa che in cassa ci sono 760 milioni in meno, sommando i tagli dello Stato a quelli della Regione, ma per il resto non sono stati forniti numeri certi: è quel che lamenta Antonella De Giusti, presidente del Municipio XVII, che individua tra le priorità da finanziare, le scuole, alcune delle quali, almeno nel suo territorio, sono addirittura prive del certificato di prevenzione incendi.

Lancia l’allarme “dissesto finanziario”, invece, il presidente del Municipio XII, Pasquale Calzetta, in riferimento alla conferma dell’aliquota Imu al 5 per mille sulla prima casa e al 10,6 sulla seconda, oltre all’introduzione del quoziente familiare per la tariffa sui rifiuti. Anche Andrea Catarci, del Municipio XI, parla di ammanchi per oltre un miliardo e mezzo di euro, e di “chiacchiere da bar” che parlerebbero di altri 7-8 milioni di euro di tagli.

Giacomo Vizzani, il presidente del Municipio XIII, torna sulla questione strade, che coinvolge particolarmente il suo territorio, il quale ne comprende tra le più pericolose della città, e illustra così la sua ricetta per ammortizzare i tagli: meno soldi a cultura, svago e tempo libero, ma non saranno toccati i fondi destinati ai servizi sociali.

Mentre tutti dicono la loro, anche il sindaco dice la sua e assicura di lavorare duramente affinché i tagli colpiscano soltanto i costi della politica e non la spesa sociale né le tasche dei romani. Vero è, d’altra parte, che si devono trovare ben 730 milioni di euro: per ora il Campidoglio sta verificando se davvero le reddite catastali stiano penalizzando duramente Roma, mentre è già certo che paghiamo l’Irpef più cara d’Italia.

Foto | Flickr

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