Bici Roma: tra piani, iniziative internazionali, fai-da-te e Pica, diamo l'ultimo saluto ad Alice

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Nella città dei buoni propositi che lasciano il tempo che trovano e ne trovano sempre più per la propaganda che per i fatti, sventola la bandiera della mobilità sostenibile su trasposti pubblici inadeguati, veicoli privati insostenibili per l’ambiente e le tasche, strade congestionate e pericolose, e per chi pedala anche piste ciclabili interrotte, malandate o fantasma.

La stessa città bocciata dal dossier “Bici in Città” di Legambiente, che aspetta l’approvazione del Piano Quadro per la Ciclabilità e dopo la risposta alle ecodomeniche e la pronta ed entusiasta adesione all’iniziativa internazionale “salviamo i ciclisti”, sforna progetti come il Pica - Percorsi ciclabili sicuri''. "Dieci giovani, selezionati da un bando pubblico, dopo un periodo di tre mesi di formazione, percorreranno in bicicletta, per tre mesi, le piste ciclabili cittadine per monitorarne lo stato di salute, assistere i ciclisti in difficoltà e segnalare criticità".

Un buon inizio che si aggiunge alla lista degli inizi, ma anche un lavoretto di 3 mesi +3 mesi per produrre dati già presenti sui forum dei ciclisti urbani, che rischia di stuzzicare dubbi e insoddisfazione di chi ha già assistito all’indagine sulle piste ciclabili a Roma: un anno dopo, monitoraggi ed efficaci iniziative ‘fai da te’ di chi pedala tutti i giorni, su ciclabili abbandonate all’incuria, poco utili come quella che corre sul Ponte della scienza, fantasma come quella sulla via Nomentana, o paga lo scotto della ciclabile Balduina in cantiere dal 2009.

Tra mille promesse e poche iniziative risolutive, aspettando la Roma-Fiumicino, la realizzazione del percorso ciclabile Tor Pagnotta-stazione metro Laurentina, della ciclabile che mette in collegamento il Santa Maria della Pietà con la stazione di Valle Aurelia, la pista di via Palmiro Togliatti-Parco della Cervelletta e quella che dal Torrino conduce all’Eur, l’installazione di portabici, un servizio di bike sharing funzionale e funzionante, in troppi non abbiamo più voglia di dare ultimi saluti alle vittime della mobilità insostenibile, come Alice, investita venerdì da un'auto mentre pedalava sulle strisce pedonali. L'ennesima ombra sull'asfalto che indigna chi sa già che per troppi diventerà solo un numero per statistiche improduttive.

Foto | Flickr

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