"Free Tibet" vietato anche a Roma?

Sit-in per la libertà del Tibet

In occasione del capodanno tibetano, il Losar, ieri pomeriggio, a via Bruxelles, nei pressi dell'Ambasciata della Repubblica Popolare Cinese a Roma, si è svolta un sit-in contro la repressione del Governo di Pechino in Tibet.

Di pochi giorni è la notizia che un altro giovane monaco tibetano ha perso la vita dopo essersi dato fuoco: l'ennesimo estremo gesto di protesta e resistenza pacifica nei confronti della politica cinese.

L'iniziativa promossa dal vicepresidente del Parlamento europeo Roberta Angelilli, è stata semplice e silenziosa. Vi hanno partecipato oltre ai giovani delle associazioni Officina Futura, Arcadia ed Eurota, i consiglieri di Roma Capitale Federico Rocca e Federico Guidi.

Sit-in per la libertà del Tibet
Sit-in per la libertà del Tibet
Sit-in per la libertà del Tibet
Sit-in per la libertà del Tibet

Un piccolo gruppo di persone che non fingono di non sapere cosa succede da quelle parti del mondo. Pronti a testimoniare la solidarietà nei confronti del popolo tibetano e a ricordare le oltre venti vittime delle auto immolazioni avvenute nell ultimo anno.

I manifestanti hanno sfilato con indosso i cartelli riportanti i nomi delle vittime ed hanno esposto uno striscione 'Free Tibet', un poster con i confini reale del paese ed anche le bandierine di preghiera originali dei monasteri tibetani.

Sono state poi deposte delle rose bianche accanto all'ingresso dell'ambasciata cinese. Nonostante la totale tranquillità della manifestazione pacifica, siamo tutti rimasti colpiti dalla presenza vigile di diverse figure delle Forze dell'Ordine. E l'Ambasciata cinese ha preteso che non si svolgesse il sit-in sotto i sui ingressi.

Strano che abbia ottenuto tale "favore", considerando l'importanza del rapporto tra Roma, il Dalai Lama ed il popolo tibetano. Se pensiamo che solo pochi mesi fa è stata consegnata una Lupa a Richard Gere in nome del Tibet. Ovviamente grosso silenzio da parte dei media istituzionali...

"Per la Cina è vietato manifestare per i diritti umani - ha dichiarato l'Angellili - L'Ambasciata cinese ha impedito che si svolgesse il sit-in pacifico davanti alla propria sede, ma noi abbiamo comunque voluto sfilare in modo pacifico e silenzioso in rispetto di chi è morto per la difesa della libertà del proprio popolo. In Tibet le autorità cinesi hanno intensificato i programmi obbligatori di 'rieducazione patriottica' impartiti ai religiosi, ovvero forme coercitive di indottrinamento della storia cinese del Tibet, ed è preoccupante la situazione dei minori ai quali viene impedito di imparare la propria cultura".

Sit-in per la libertà del Tibet
Sit-in per la libertà del Tibet
Sit-in per la libertà del Tibet
Sit-in per la libertà del Tibet
Sit-in per la libertà del Tibet
Sit-in per la libertà del Tibet
Sit-in per la libertà del Tibet
Sit-in per la libertà del Tibet
Sit-in per la libertà del Tibet

  • shares
  • Mail
4 commenti Aggiorna
Ordina: