I sette peccati capitali durante il regno del sindaco Alemanno


Parentopoli, la bocciatura alle Olimpiadi del 2020 dopo quella del Gp di formula 1 all'Eur. I disagi della neve, quelli dell'alluvione. Le buche, che ancora tartassano le schiene dei motociclisti romani. E la sicurezza, il settore in cui doveva cambiare tutto e che invece ora gli è scoppiato tra le mani.

Sono sette i peccati capitali che il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, si porterà sulle spalle fino alle prossime elezioni, previste tra poco più di un anno. Teniamo subito a precisare che questo non è un atto di accusa nei confronti del sindaco ne un certificato di incapacità. E' solo una cronaca di tutti i fallimenti ed i guai che si sono verificati durante questi suoi 4 anni di gestione. E che ci fanno prevedere che per l'attuale sindaco una riconferma sarà veramente dura.

Due, secondo noi, i peccati mortali: la sfida persa sulla sicurezza e lo scandalo Parentopoli. Alemanno aveva vinto le elezioni promettendo più sicurezza in città dopo l'omicidio della signora Reggiani ed i fatti di nera legati all'ondata di crimini di provenienza rumena. Oggi la città sembra un far west con bande che sparano in pieno giorno e con la mala che conquista nuovi quartieri. La morte della piccola cinese Joy e di suo padre per mano di due balordi marocchini resterà la pagina più brutta del suo mandato. Delle due l'una: o non è colpa di Alemanno, come non era colpa di Veltroni, perché la sicurezza è un tema da Forze dell'ordine, e quindi la responsabilità è dello Stato. O la faccia dovrà mettercela, come Veltroni quando fu accusato dallo stesso Alemanno di essere colpevole della sicurezza in città. I romani, poi, non scorderanno lo scandalo Parentopoli. Se l'attuale sindaco aveva promesso un cambio di passo con un sistema fatto di favori ed interessi politici, l'uso massiccio delle raccomandazioni di amici e parenti deglla cricca della giunta del sindaco in Ama ed Atac rappresenta un fallimento storico.

Anche il tema delle buche rappresenta un'altra promessa mancata. Vediamo cosa succederà da qui ad un anno, ma fino ad oggi le buche sono le stesse che c'erano ai tempi di Veltroni. Anzi pure peggio. Ed i 500 milioni di investimenti previsti per la prossima estate per risolvere quasi definitivamente il problema si sono già volatilizzati.

Come detto, ci sono poi i fallimenti delle Olimpiadi e della Formula 1. E se il no di Monti ai Giochi rappresenta una sconfitta personale del sindaco, seppur non la colpa non sia stata dello stesso Alemanno, la bocciatura della Formula 1 è dovuta ad un progetto che non stava in piedi, portato avanti e venduto alla gente sottovalutando i rischi esterni ed interni: la concorrenza di Monza ed il rischio di una nuova cementrificazione regalata ai soliti palazzinari.

Infine neve e pioggia. Qui il sindaco è stato sfortunato. Ma l'impreparazione della città è una sua diretta responsabilità. Troppi i tombini che in questi 4 anni dovevano essere stappati per evitare l'alluvione a Roma sud. Troppo pochi i mezzi spalaneve a Roma nord durante i giorni della storica nevicata. Ora resta un anno di tempo. Ad aprile 2013 la sentenza del popolo.

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