Olimpiadi e dimissioni: dal no di Monti a quello di Alemanno


Qualcosa in comune l'hanno trovata, ed è stato quel "no" che poi ha scatenato tutto. Monti e Alemanno, il Governo e la Capitale. La prudenza e la scommessa.

Proviamo a ricostruire brevemente quello che è successo ieri, in una giornata stile a metà tra "Tutti gli uomini del Presidente" e "Zodiac". Si era già diffuso dalla sera prima un profumo di fumata nera sul consenso del Governo alla candidatura di Roma per le Olimpiadi del 2020.

I social network bollivano battute e doppi sensi. Tutti aspettavano la bocciatura da parte di Monti. Che puntuale arriva verso l'ora di pranzo. Ad inchiodare la digestione degli ultimi fedeli ottimisti.

Le motivazioni le avete ormai capite, sono del tutto comprensibili e condivisibili. Molti romani tirano un bel sospiro di sollievo. Basta leggere i vostri commenti. Tuttavia a qualcuno non basta. La tentazione di prendere tutto con una mano è grande.

E nel nostro campo, parlando di web news, quel "tutto" gira intorno all'anticipo. Come prima, più di prima. Per essere i "primi" in pochissimo tempo basta un cinguettio su Twitter. Come quello che @marcobardazzi de La Stampa fischietta a proposito di una conferenza stampa di Alemanno: con voci di dimissioni del sindaco. Allusione di fuoco.

Il cip-cip diventa subito un nuovo Blizzard di soffiate e smentite che si abbatte in attimo sul Campidoglio. Quando Alemanno esce dalla riunione deve affrettarsi a dichiarare che non si dimetterà, nonostante le agenzie: "Mi spiace deludere gli oppositori. Non mi dimetto".

La stessa conferenza stampa viene prima spostata, quindi annullata. Rimane l'amarezza ed una crepa politica che (finalmente, fa notare qualcuno) separa questo governo dal PdL. Alemanno reagisce con una certa dignità, soprattutto perché incassa un'altra mazzata. Le reazioni più isteriche sono quelle Pescante e di Petrucci.

"È un’occasione persa, per i prossimi dieci anni scordatevi che si possa parlare dei Giochi in Italia» ha protestato il primo. Petrucci aggiunge: "L’amarezza è tanta, e avrei gradito maggiore rispetto: farci aspettare fino all’ultimo giorno non è stato bello. Io mi ero illuso...Ci ha detto "me ne dispiaccio", si figuri noi presidente!"

E dire che si dovrebbero ricordare come andarono bene i Mondiali di calcio del '90, per i quali ancora paghiamo le conseguenze. Monti, come suo solito, elogia invece gli sconfitti, cioè i vertici del comitato promotore, che sono poi Letta, e appunto Pescante, Petrucci ed Alemanno, ma gli spiega come ai bambini che fanno i capricci perché vogliono andare sulla ruota quando è ancora troppo pericoloso, che non sarebbe una gran figura con l'Europa e con gli stessi italiani.

"Il Comitato olimpico internazionale richiede al governo del Paese ospitante i Giochi una lettera di garanzia finanziaria... tra le altre cose il governo del Paese ospitante deve farsi carico di ogni eventuale deficit della manifestazione (...) Non possiamo correre rischi".

  • shares
  • Mail
2 commenti Aggiorna
Ordina: