Mariarosaria Barbera, la nuova soprintendente


Finalmente habemus soprintendentem. Il posto di soprintendente speciale ai beni archeologici di Roma era vacante dal 10 gennaio scorso. Mariarosaria Barbera è la neo-responsabile per i Beni archeologici. Un mega ufficio con oltre 600 dipendenti che copre l'area archeologica più grande del mondo. La Barbera è stata archeologo ispettore e poi coordinatore, si è occupata dal 1983 al 2009 della progettazione dei musei, negli ultimi anni ha guidato la soprintendenza archeologica della Toscana e della Sardegna.


"Sto per prepararmi ad una bella sfida. Sarà un lavoro complesso, io ho operato all' interno di questa Soprintendenza la maggior parte della mia vita attiva anche se il mio è un lavoro bellissimo". Ringrazia e ricambia gli auguri di Gianni Alemanno, "lo ringrazio e mi assumo l' impegno di collaborare per il bene della città e dell' istituzione che rappresento".

Tanti i temi caldi che dovrà affrontare. Colosseo e Metro C su tutti. Ma lei prende tempo. "Bisogna capire bene le cose che si affrontano, prima di parlarne. Sono stata lontana da Roma in questi ultimi anni non conosco esattamente nei dettagli la vicenda del Colosseo, ma ho letto del parere favorevole dell'Autorità di Vigilanza e sono certa che le procedure dell'ex Commissario Roberto Cecchi sono state rigorose".

Alla domanda sugli investimenti privati risponde: "Credo che il patrimonio debba essere prima di tutto soccorso con risorse pubbliche. Quando non è possibile, bisogna programmare con cura i possibili sostegni di sponsor privati, ma nell'ambito di una valutazione seria e scientificamente valida".

Sulla metro C, precisa: "La Soprintendenza ha avuto da subito una posizione chiara riguardo ai problemi che si potevano trovare nel sottosuolo, si era riservata di vedere meglio. Ha prodotto un'analisi reale dei progetti preliminari in tutti i passaggi".

Il vero problema, che sottolinea, è comunque quello della carenza di organico e dell'età media di funzionari e archeologi. "E' di 55/56, manca la fascia intermedia, manca il presidio sul territorio: Roma rischia nei prossimi anni di non avere più archeologi".

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