Varchi ad Ostia e manifesti del PD: quando la battaglia politica diventa una presa in giro

Il Partito Democratico e la campagna politica per il libero accesso al mare: foto sbagliata e cittadinanza presa in giro

Da sabato mattina alcuni manifesti addobbano le vie di Roma annunciando quella che potrebbe essere l'estate della svolta: i manifesti recano in alto il logo del Partito Democratico di Roma ed annunciano la battaglia democratica di "legalità per rilanciare il mare di Ostia":

"Varchi di libero accesso al mare
Difendiamo l'ambiente, il diritto di tutti i cittadini di godere tutto l'anno dei beni naturali come sancito dalla legge e dalla Costituzione".

ostia

Preso atto del nuovo impegno politico preso dal Partito Democratico sull'illegalità dilagante lungo il litorale romano di Ostia (non da ieri, ma da almeno 30 anni), sembra infatti che sulla rinascita del litorale il sindaco Ignazio Marino, la sua giunta e il Partito siano tutti concordi (sarebbe già una notizia dopo la freddezza e l'ostruzionismo nei rapporti istituzionali tra sindaco, Giunta e Consiglio cui siamo stati abituati) a fare presto e bene. La scorsa settimana vi abbiamo riportato la notizia dell'abbattimento dei chioschi abusivi a Castelporziano, nonostante il Tar ne abbia bloccati altri due, e sembra che sindaco e giunta vogliano spendere una buona parte del proprio operato politico per ristabilire la legalità ad Ostia.

Il Partito Democratico ha così deciso di fare un investimento che a Roma funziona sempre: il manifesto elettorale per pubblicizzare a tutta la cittadinanza il nuovo corso democratico in città. Peccato che la foto scelta per il manifesto, ha notato qualche utente su internet, non rappresenti la spiaggia di Ostia ma il litorale di Rimini. A spiegare tutto ci ha pensato direttamente l'ideatore, il presidente della commissione Ambiente in Campidoglio, Athos De Luca del Partito Democratico:

"Non è la spiaggia di Ostia quella nella foto e l'abbiamo scelta volutamente. Volevamo dare ai romani un'immagine di mare e ombrelloni senza stabilimenti e abbiamo trovato una foto del litorale di Rimini [...] Nella foto che abbiamo scelto si vedono solo ombrelloni, non strutture che ostacolano l'accesso alla battigia e questo ci auguriamo che accada anche a Ostia".

Per correttezza e per chiarezza d'intenti (che nella comunicazione politica sono due aspetti da non sottovalutare, considerando che il feedback elettorale è spietato) sarebbe certamente stato meglio precisarlo, anche perchè gli omissis sul manifesto sono due: il primo riguarda la foto e il secondo riguarda la battaglia politica perchè l'abbattimento del lungomuro è una lotta di civiltà che i Radicali Roma portano avanti da diversi anni, e spiace non poco registrare come in Campidoglio questo nessuno lo ricordi.

Anche perchè il sindaco stesso è stato attenzionato al problema proprio grazie ai Radicali Roma, che durante una visita di Marino a Ostia lo hanno letteralmente "rapito" per mostrargli lo scempio del lungomuro, che impedisce la vista e il libero accesso al mare romano, strappandogli quella promessa che oggi il PD sbatte sui muri della città come la propria battaglia di "legalità per rilanciare il mare di Ostia". Anche nella terminologia, sembra di sentire le voci radicali di Torre Argentina.

La speranza è che il Partito Democratico non si sia lasciato sopraffare dalle cattive abitudini mandando in stampa una quota di manifesti da attaccare come abusivi su bidoni della spazzatura, mura di condominio, campane del vetro, impianti abusivi, etc. Dopo la foto "volutamente" sbagliata (ma non comunicata) e l'appropriazione indebita di battaglia politica sarebbe veramente insopportabile.

Foto | Repubblica Roma

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