Ruspe a Castelporziano, via all'abbattimento dei chioschi abusivi

Primo maxi-provvedimento anti-abusivismo sul litorale romano del sindaco Marino

Questa mattina le ruspe del Comune di Roma sono al lavoro sul litorale romano di Castelporziano per l'abbattimento dei chioschi abusivi sulle spiagge contigue a quelle di Ostia: l'intervento, previsto già nei giorni scorsi, è stato annunciato questa mattina su Twitter dal commissario del PD di Ostia Stefano Esposito e dal presidente del partito, e commissario dello stesso a Roma, Matteo Orfini.

Si tratta di uno dei primi provvedimenti voluti dal sindaco di Roma Ignazio Marino da quando, venerdì scorso, ha assunto i poteri di presidente del municipio di Ostia in seguito alle dimissioni di Andrea Tassone, che aveva rimesso l’incarico in seguito allo scandalo di Mafia Capitale. Non è tuttavia il primo provvedimento anti-abusivismo sul litorale romano, che negli ultimi 30 anni è diventato letteralmente terra di mafie e cartelli più o meno leciti.

Da anni infatti i Radicali Roma organizzano iniziative ad Ostia portando avanti una battaglia di civiltà anti-abusivismo, in favore della legalità commerciale (e non solo) sul litorale romano: nel 2013 gli stessi Radicali avevano "sequestrato" il sindaco per mostrargli l'impedimento che ha la cittadinanza nell'accedere alle spiagge, anche in inverno, dopo che, nel corso degli anni, i concessionari del litorale romano hanno costruito un muro che impedisce letteralmente anche solo la visione del mare a chi passeggia sul lungomare. Uno strazio mafioso senza il minimo senso sociale.

L'iniziativa radicale portò all'abbattimento del primo tratto di lungomuro nel luglio 2014, un fatto per il quale il Comune è dovuto intervenire con due ordinanze e più sopralluoghi, visto l'atteggiamento aggressivo dei concessionari e omertoso della Polizia Municipale che accompagnava l'operaio.

Questa mattina il Comune non fa altro che continuare quell'opera di ripristino della legalità lungo il litorale romano, terra conquistata dai concessionari che nel tempo hanno occupato ogni centimetro disponibile: per accedere alle spiagge libere infatti occorre comunque passare dentro gli stabilimenti, spesso pagando un "pedaggio" (ma sarebbe meglio definirlo "pizzo") di 5€ (e senza camminare sui petali di rosa, nonostante la cifra pagata).

Già ieri il commissario del Pd romano Matteo Orfini aveva annunciato l'arrivo delle ruspe in seguito alla decisione del Tar del Lazio di negare la sospensiva chiesta da Federbalneari sull'apertura dei varchi al mare voluta del Campidoglio, l'ennesimo tentativo, questa volta non riuscito, di usare il diritto come registratore di cassa. A Roma la guerra su spiagge e accesso al mare è aperta e non è cosa da poco: ogni anno, da diversi anni, sono diversi i chioschi che vanno a fuoco, come diversi sono gli atti intimidatori a danno del comando della Polizia Municipale di Ostia (nella bufera per l'assertività garantita nel corso degli anni), i brucianti sospetti sui politici locali, le gambe di qualcuno spezzate o piombate non solo per fatti legati allo spaccio.

Insomma, tra il Comune di Roma e il malaffare locale sembra essersi aperta una guerra, dopo che per lunghi anni un vero e proprio "patto tacito" tra le parti ha permesso all'illegalità assoluta di radicarsi fortemente nel territorio di Ostia e del litorale della Capitale.

Con buona pace di chi vorrebbe semplicemente andarsene al mare.

CCiMRf7W8AAEHs9

Foto | Matteo Orfini su Twitter

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