Avremo mai la Metro C?


Ok, abbiamo un nuovo sopraintendente ai Beni Archeologici. Non abbiamo più lo spettro delle Olimpiadi a ricattarci. Ma certi lavori che fine faranno? Anzi, più precisamente, "avranno mai fine"?

Quelli per esempio che riguardano la famigerata Metro C? Un’opera incompiuta che in più di vent’anni ha visto triplicare costi, cambiamenti ed abbandonare per strada "qualificanti opere integrative e complementari".

Queste sono le parole che hanno usato i giudici della Corte dei Conti sul progetto della terza metropolitana della Capitale. Un dossier che parte dal lontano 1990, quando l’opera fu stimata per circa due miliardi.

Dopo un ventennio siamo arrivati agli attuali 3 miliardi e 379 milioni. Nonostante, come sottolineato, si siano abbandonate qualificanti opere integrative e complementari quali la tratta Colosseo piazzale Clodio.

A gravaare sui bilanci ci sono poi i "collaudi". Per i quali, "in violazione della normativa comunitaria – scrive la Corte - gli incarichi di collaudo sono stati affidati, intuitu personae, senza alcuna forma di selezione o pubblicità, pur in presenza di compensi rilevantissimi". Con compensi da circa mezzo milione di euro (cada uno).

"L'opera dunque risulta non priva di incognite sulla sua complessiva fattibilità, essendosi esauriti anzitempo le risorse per la sua realizzazione integrale (...) Una lunghissima vicenda progettuale ed esecutiva la cui realizzazione era prevista per il Giubileo del 2000". Amen?

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