La Tana della Lupa: la Tempesta Perfetta


Per fortuna l'assenza di costanza patologica di questa squadra (forse di questa città) funziona anche alla rovescia. Ieri la Roma è tornata a giocare ai livelli a cui ci stava abituando, fino allo scivolone di Torino in coppa che l'aveva fatta poi sprofondare nell'involuzione peggiore, col Bologna in casa e quindi a Cagliari, una vera schifezza.

Nella domenica finalmente tornata tradizionale grazie all'emergenza epocale della neve, la Roma di Luis Enrique, rispolvera il suo smalto e spiana l'Inter di Ranieri, non proprio una provinciale, anche se occorre ammetterlo, ieri faceva meno paura del Cesena, con tutto il rispetto.

Come, ormai lo abbiamo capito, quando gli va di impegnarsi davvero, i ragazzi hanno cominciato subito a spingere al massimo, inchiodando in nerazzurri all'angolo. Travolti.

A fine primo tempo si poteva tranquillamente essere sopra di 3, 4 reti. Nella ripresa si chiude la pratica senza troppa fatica. Dopo il 3 a 0 Borini è l'unico che ha ancora voglia di correre. Quando entra Bojan si capisce che il ragazzo ha voglia di uscire dalla crisi, sarà lui ad umiliare l'Inter nel finale.

Peccato per le stupide ammonizioni (per scarsa concentrazione!) ma la domenica della Tempesta Perfetta è stata ricamata da una serie di delizie che ci hanno spiegato il perché di tanta, rara neve a Roma: Daniele De Rossi firma e conferma di essere un'altra bandiera giallorossa (lo avevamo capito già col mitico video su La7, ma non avevamo parlato per scaramanzia).

Sugli spalti e nella Curva Sud lo spettacolo è di quelli che scaldano il cuore. Amarcord Gennaio 1985. Palle di neve e cori di una potenza devastante. Sembrava un'attesa costante per un goal. Roba da brividi per chi era in campo.

Sugli altri campi succede tutto quello che desideri, compreso il rigorino fantasma di Torino (ndr. a noi rubarono uno scudetto così). Certo, la mano fra i denti di Borini, è quella che se magnamo tutti noi che vorremmo sempre questa Roma, anzi di più, per tutta la partita, per una stagione intera, dopo un mercato che completi questo bellissimo progetto.

voti

Stekelenburg 6,5 praticamente impegnato solo dai sui difensori che lo coinvolgono in incomprensibili rilanci, si fa trovare pronto in un paio di conclusioni telefoniche e qualche uscita. Speriamo non abbia preso un raffreddore.

Juan 7,5 ancora a segno, ancora decisivo (lancio per Borini compreso). Ma c'è il sospetto che cerca di battere il record personale di passaggi al portiere.

Heinze 7 timbra i cartellino, e a parte un mezza boiata con Stekelenburg, non sbaglia nulla.

De Rossi 8 Ce l'abbiamo fatta. Ce l'abbiamo noi. Rosicate, Capitan Futuro sta qui. Grazie Daniè!

Taddei 7 Sulla sua antica fascia. E si vede. Totti lo cerca sempre, e lo trova sempre.

José Angel 6 Più partecipe, più intraprendente, ma sbaglia sempre l'ultimo passaggio, a parte forse un bel duetto col capitano.

Gago 7 la presenza di De Rossi lo rasserena, e sale con grande scelta di tempo. Esce per Simplicio 6 minimo sindacale.

Pjanic 8 preciso e onnipresente. Assist per Borini del 2-0, è lui che arpiona il pallone nella tripla occasione prima del corner del vantaggio.

Lamela 6,5 più preoccupato a muoversi correttamente senza palla. Fa più fatica a inventare, ma si impegna come dovrebbe sempre fare. Esce per Bojan 7 finalmente si sblocca, e come lo fa!

Totti 7 Smista come solo lui sa fare liberando sempre l'uomo. Esagera a volte con i colpi di tacco, ma solo perché non tutti i suoi compagni lo capiscono sempre (Lamela e Taddei sì, certo Candela gli manca).

Borini 9 Che giocatore questo. Fisicamente inadeguato. Ha il carattere di Rizzitelli (che poi ci mise anni a costruirselo), la dinamicità e il senso tattico di Delvecchio. Fa sembrare tutto facile. Non molla mai. Un modello per tutti. Esce per nel finale per l'ovazione e per il govane Piscitella s.v. bell'esordio eh?

Luis Enrique 8 Li hai svegliati Luis, tienili sempre sulla corda. Questa è la formazione migliore da usare, anche se José Angel deve migliorare tantissimo. L'alternativa è Rosi con Taddei rovesciato. Ma siamo molto più scoperti così.

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