Obiettivo Bravetta, la riqualificazione delle periferie romane


Una delle zone simbolo del degrado di Roma, quel quartiere Bravetta divenuto famigerato a causa del fatiscente ed omonimo residence, sarà presto al centro di un grande progetto di riqualificazione urbano che passa attraverso 3,5 milioni di euro stanziati dal Consiglio capitolino.

Di che si tratta? In calendario ci sono una serie di iniziative, dalla realizzazione di un asilo nido per 60 bambini, una scuola materna ed un centro anziani, alla costruzione di strade e parcheggi, fino alla rifioritura di oltre 20.000 metri quadrati di verde a partire dalle aree oggi rientranti nel Parco della Valle dei casali. Ed il residence degli orrori? In programma c’è la sua ristrutturazione totale ed il cambio di destinazione.

Basteranno questi interventi? In parte forse si, visto che andranno ad alleviare mancanze sociali croniche. In realtà, però per i quartieri sorti in pochi anni dalla mano di qualche palazzinaro degli anni 50, come Bravetta o il Laurentino 38 (oggetto in questi mesi dell’abbattimento dei famigerati ponti) la riqualificazione non può che passare dall’abbattimento dei tanti ecomostri di cemento e calcestruzzo esistenti e la successiva ricostruzione graduale del quartiere.

Sogni? Forse, anche perchè di mezzo ci sono tante famiglie che non possono permettersi spostamenti. Quindi per ora va bene così, si fa quel che si può. E’ la bellezza, però, il criterio base da utilizzare per la costruzione delle città del futuro, e lo stesso vale per la ricostruzione delle zone degradate di oggi.

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