Gita fuori porta: a Ceprano a tavola con il re maiale


Recita il vecchio adagio “Del maiale non si butta via niente…” e bene lo ha interpretato l’azienda locale Maceroni che da questo e per i prossimi 4 weekend apre le porte al pubblico per una serie di appuntamenti chiamati, in maniera più che mai suggestiva, A tavola con re maiale.

Siamo a Ceprano, ridente e storica località della Ciociaria, e qui, purtroppo per il simpatico animale ritratto nella foto, il posto non è a tavola come commensale, bensì sulla tavola, cioè nei piatti di tutti coloro che prenoteranno per la cena di sabato o il pranzo di domenica alla popolare cifra di 25 euro.

Il menu è ricchissimo e prevede: prosciutto stagionato due anni, lonza, pancetta, formaggio fritto di mucca, frittata al formaggio e ricotta di produzione propria; fini fini al sugo di maiale, polenta, lombo di maiale al forno, insalate e verdure miste, torta al cioccolato, acqua, vino caffè e grappe.

Soddisfatte le esigenze de corpo, cerchiamo ora di saziare anche la mente, ricordandoci che siamo in un’azienda agricola operativa da circa un secolo: la pasta, quindi, è preparata a mano direttamente con le uova deposta in loco dalle galline, la verdura è colta nell’orto, la carne proviene dal bestiame nostrano e anche i formaggi sono realizzati con il proprio latte nel piccolo laboratorio aziendale che potrete chiedere di visitare come pure il frantoio che lavora con procedimento a freddo e macine di granito.

Tutt’intorno c’è Ceprano, che, come ricorderete, nel Medioevo era un borgo molto importante, crocevia di traffici tra lo Stato della Chiesa e il Napoletano. Nel periodo normanno vi si incontrarono Gregorio VII e Roberto il Guiscardo, per concordare un patto di reciproco aiuto: il Papa avrebbe riconosciuto l'autorità del Normanno sull'Italia meridionale e si sarebbe impegnato ad aiutarlo nelle spedizioni contro l'Impero bizantino, il Guiscardo avrebbe promesso di difenderlo dagli attacchi di Enrico IV.

Infine, nel sec. XIII durante l'avanzata di Carlo d'Angiò, Manfredi di Svevia, tradito al passo di Ceprano e dopo la sua sconfitta e morte a Benevento, fu seppellito proprio qui nel 1266. All'inizio del '500 Giulio II munì Ceprano di nuove fortificazioni.

Foto | Flickr

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