Gita fuori porta: ad Anzio per la sagra della zeppola

Un appuntamento con il gusto e per festeggiare i papà

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Ieri è stata la Festa del papà e sicuramente avrete festeggiato con una rapida cena, essendo caduta quest’anno di giorno feriale, ma noi oggi abbiamo la proposta che fa per voi per prendercela un po’ più comoda… questo fine settimana ad Anzio, infatti, si svolgerà la singolare sagra della zeppola, il dolce che tipicamente a Roma si mangia in questa ricorrenza.

Forse non tutti lo sanno, ma la zeppola ha addirittura origini bibliche! Pare, infatti, che dopo la fuga in Egitto della Sacra Famiglia, Giuseppe, che non trovava da fare il falegname, si arrangiò per mantenere Maria e Gesù inventando questa ottima ricetta che è stata tramandata fino a noi e che è quindi diventata il dolce tipico della sua festa e di quella di tutti i papà.

Ad Anzio viene festeggiata con questa kermesse tra il musicale e il mangereccio che si svolge nel piazzale del mercato, di fronte al centro commerciale Anteo dalle 10 alle 22. Questa sera – se ce la fate – a partire dalle 19 ci sarà uno spettacolo d’intrattenimento dedicato alla musica latinoamericana con le esibizioni della musica folk.

Domani, invece, concerto del gruppo musicale Kala Nera reduce da Sanremo DOC, che in questa cornice presenterà ufficialmente il nuovo album in cui è inserito anche il brano sanremese, intitolato ‘Odio le bionde’; domenica serata conclusiva affidata all’orchestra Nomeldt. Per tutta la durata della manifestazione, oltre al sottofondo musicale di RadioOmegaSound e alle esibizioni di vari artisti, ci sarà un luna park adatto a tutte le età e stand al coperto in cui gustare carne alla brace oltre, ovviamente, alle deliziose zeppole.

E visto che ci siete e che le previsioni meteo non sono delle migliori per andare in spiaggia, non mancate di ritrovare i resti del teatro romano, che dovrebbe risalire al I sec d.C., vagheggiando l’esistenza di una magnifica Villa Neroniana – ancora non identificata con certezza, ma pare sorgesse nei pressi di quello che oggi è noto come l’Arco muto – e del famoso tempio della dea fortuna, riportato in molti scritti antichi, ma di cui sembra non sia rimasta traccia.

Foto | Ilares Riolfi

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