Due anni con Papa Francesco, il più amato di sempre… o no?

Il 13 marzo 2013 la fumata bianca: Jorge Mario Bergoglio saliva al soglio pontificio col nome del Poverello di Assisi

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“Fratelli e sorelle, buonasera! Voi sapete che il dovere del conclave era di dare un vescovo a Roma. Sembra che i miei fratelli cardinali siano andati a prenderlo quasi alla fine del mondo… E adesso, incominciamo questo cammino: vescovo e popolo. Questo cammino della Chiesa di Roma, che è quella che presiede nella carità tutte le Chiese. Un cammino di fratellanza, di amore, di fiducia tra noi…”.

Accadeva esattamente due anni fa, quando tutti gli occhi del mondo erano puntati sul comignolo della Sistina che finalmente eruttò di bianco; dopo di che furono tutte le lingue del mondo a raccontare l’elezione di un Papa che iniziava il suo Pontificato già con diversi primati: il primo sudamericano, il primo da non si sa quanti anni a scegliere un nome nuovo, Francesco, quello del Poverello di Assisi perché “è l’uomo della pace, è l’uomo della povertà e l’uomo che custodisce il creato”.

Da allora non si fa altro che parlare di lui e anche lui, in verità, non fa altro che parlare: tutte le mattine o quasi regala ai fedeli perle di saggezza con le sue omelie dalle celebrazioni a Santa Marta, dove continua a vivere, e quasi tutti i giorni, via Twitter, dà un insegnamento utile al popolo di Dio, orientando le giornate di tutti al bene e alla pace.

L’anniversario di domani coincide con le celebrazioni penitenziali della Quaresima: Papa Francesco non celebrerà a Santa Marta, ma alle 17 in San Pietro, dove sarà a disposizione per le confessioni. Dalle 20 in poi, inoltre, alcune chiese di Roma (Sant’Agnese in Agone a piazza Navona, Santa Maria in Trastevere e Sacre Stimmate di San Francesco a largo di Torre Argentina) resteranno aperte per tutta la notte per l’adorazione eucaristica, nell’ambito dell’iniziativa “24 ore per il Signore”.

Anche questo secondo anno di Pontificato, il Santo Padre argentino ha operato delle rivoluzioni che fino a quel momento non si osava neppure immaginare: il 22 marzo 2014 è stata istituita ufficialmente la Commissione vaticana per la protezione dei fanciulli, presieduta dal cardinale paladino antipedofilia nella Chiesa, il francescano O’Malley e pochi giorni dopo, l’11 aprile, Papa Francesco ha chiesto perdono a nome di tutti i preti pedofili che hanno fatto del male.

Il 2014 per Papa Bergoglio è stato anche l’anno dei viaggi: a maggio va in una Terra Santa ancora martoriata dal conflitto israelo-palestinese mai sopito; ad agosto è in Corea del sud, a settembre fa una puntata di un giorno in Albania, a novembre è invitato in Turchia dal presidente Erdogan e dal Patriarcato Ecumenico, nel gennaio scorso ha viaggiato tra Sri Lanka e Filippine. A questi, si vanno ad aggiungere le visite apostoliche in Calabria e Molise.

Nel febbraio scorso Papa Francesco ha poi presieduto il suo primo concistoro, nel corso del quale ha creato 19 nuovi cardinali, ma sono proprio loro, i cardinali (ovviamente alcuni) di Santa Romana Chiesa a dargli più filo da torcere: se n’è accorto durante il Sinodo straordinario per la famiglia, convocato in Vaticano lo scorso mese di ottobre.

“La Chiesa di Cristo è al servizio di ogni uomo, non ha paura e ha porte spalancate…”. Così aveva detto al termine dei lavori, eppure non tutto è andato come avrebbe voluto, segno che nella Chiesa è ancora molto potente l’ala conservatrice, contro la quale nulla si è potuto fare sul tema, caldissimo, della possibilità di accostarsi all’Eucaristia per i divorziati.

Altro è il tema delle unioni omosessuali, sulle quali molto è comunque stato detto e scritto. Il paragrafo della Relatio Synodi in cui se ne parla – non è un mistero – è stato quello che ha avuto più difficoltà a essere approvato dall’assemblea, e alla fine è passato solo con la maggioranza assoluta e non con la qualificata: in esso si legge che tali unioni vanno sempre e comunque respinte e considerate neppure paragonabili ai matrimoni tra uomo e donna, ma che gli uomini e le donne con tali tendenze devono essere “accolti con delicatezza”. Qualcuno, forse, si aspettava qualche apertura in più ed è stato deluso.

Tanti altri e importanti, comunque, gli argomenti toccati, come l’auspicio della gratuità dei processi per la nullità matrimoniale, l’attenzione per le adozioni, l’allarme per la pornografia, per l’uso distorto del web e per le donne e i bambini vittime di sfruttamento sessuale. Ora la palla passerà all’assemblea ordinaria prevista per l’ottobre 2015 e dedicata sempre alla famiglia.

Mai come questi tempi, per la Chiesa e per il mondo, sono tempi di sfide, grandi e difficili, di fronte alle quali spesso ci sentiamo piccoli e indifesi. Al di là delle critiche, delle lobby e delle chiusure, quindi, fa piacere che a guidare il popolo di Dio – per chi ci crede, ma scommetto anche per chi no – sia un uomo che non appare come un valoroso guerriero bianco, ma la cui parola è semplice, diretta e subito comprensibile e il cui bianco della veste indica una purezza interiore sulla quale nessuno può trovare da obiettare.

Foto | Roman Catholic Archidiocese of Boston

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