Roma ar Dente: U'Pescator a Monteverde


In questi tempi di crisi anche una serata a cena fuori può essere un lusso, per fortuna ha aperto U’Pescator, ristorantino nel cuore di Monteverde, affacciato su Villa Pamphili, che offre tutte le sere e pure la domenica a pranzo, menu semi-fissi alla ragionevole cifra di 25 euro.

Così, con l’acquolina in bocca e la speranza che il piccolo locale su due piani al civico 6 di via Pio Foà trovi finalmente un po’ di pace (dopo una lunga gestione cinese non si contano più i cambi in pochi anni, quasi vi fosse una maledizione) un venerdì sera, giorno di pesce fresco, facciamo la conoscenza del ‘pescatore’.

Sì, perché il ragazzo che serve ai tavoli con genuina irruenza napoletana, pescatore a Pozzuoli lo è stato davvero e attualmente è titolare di una pescheria nel quartiere Aurelio; l’idea di lanciarsi nella ristorazione, pur con il pesce, cioè quel che conosce meglio (guai a chiede carne, per carità) è venuta dopo.

Così il pescatore ci ‘ubriaca’ con un tourbillon apparentemente infinito di antipasti tra souté di cozze (non freschissime), telline al vino (ottime, ma avrebbero dovuto spurgare un po’ di più), carpaccio di spigola al finocchio, gamberoni in pastella davvero leggera e saporita, frittatina di gamberetti alla napoletana, tortino di alici e aliciotte ai peperoni.

I due assaggi di primi, che il ‘pescatore’ vi farà scegliere guidandovi attraverso le specialità del pescato del giorno, non deludono le aspettative, anzi: i paccheri al ragù di pesce con pachino è davvero un’esperienza sublime che le vostre papille non dimenticheranno facilmente; un po’ meno gli spaghetti cannolicchi e carciofi che, in verità, i commensali al mio tavolo hanno dimostrato di apprezzare molto… cottura a parte, troppo al dente.

Anche i dolci rispecchiano il carattere partenopeo di questo localino in cui sono state fatte poche modifiche negli arredi rispetto al passato, eccezion fatta per una rinfrescata alle pareti cui sono state apposte delle reti: lo strumento di lavoro per eccellenza, appunto, del pescatore. Ed ecco che nei piatti arriva una classica pastiera home made, un babà versione mignon, una più tradizionale mousse al caffè e un tiramisù che poteva essere fatto meglio.

Il conto, come promesso, è 25 euro a testa acqua, dolce e caffè (che noi abbiamo declinato) compresi, più 24 euro per una bottiglia di Bolgheri bianco che doveva essere servito ghiacciato. Il servizio, come la gestione, è un po’ così: familiare e, almeno nei tentativi, simpatico; nota positivissima, invece, la convenzione con un garage a poca distanza perché il parcheggio, da queste parti, è davvero impossibile.

Un ultimo curioso dettaglio: il pescatore promette anche di sistemare, accanto all’ingresso del ristorante, una vetrinetta con pesce fresco a prezzi concorrenziali, in modo che ognuno possa cimentarsi a casa con le ricette appena assaggiate a tavola… non resta che provare!

Ristorante U’Pescator
Via Pio Foà, 6
00152 – Roma
Tel. 06 53273868

Foto | Flickr

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