Roma arDente: Bucavino a Trieste-Salario

Un’osteria tipica nel cuore della Roma bene

bucavino  

Metti una di quelle sere che t’invitano a cena in un locale che non conosci, mettici dei pregiudizi (a volte fondati, ammettiamolo) sullo snobismo dei quartieri nord di Roma, non ero al massimo della felicità, ma quegli amici non li vedevo proprio da tanto tempo quindi via, m’imbarco per raggiungere il lato opposto della città rispetto a quello in cui vivo.

La prima impressione che ho avuto del locale ha rinforzato il mio pregiudizio: oltrepassato un anonimo portoncino appena segnalato sulla strada da due lampioncini e scesa una scala abbastanza lunga, eccoci in un ambiente piccolo e quadrato, completamente bianco, arredato come un’osteria sì, ma chic. Ho immediatamente pensato “meno male che non ho portato il passeggino”, poi – da mamma apprensiva quale a volte sono – ho pure verificato se il cellulare là sotto prendeva (cavolo, ma non li fanno i figli a Roma nord?!) e la risposta di tre tacche che occhieggiavano dal display mi ha subito tranquillizzata.

Una volta aperte le danze della cena, però, mi sono dovuta ricredere, su tutto: Bucavino è un ottimo indirizzo da ricordare. Poche le proposte in menu (indice di qualità dei prodotti e cura nelle preparazioni) come in ogni osteria romana che si rispetti, che approccia il pesce solo “secondo la fantasia dello chef” (proprio così c’era scritto) e segnala qualche extra da chiedere al cameriere.

Iniziamo con l’antipasto: io prendo polpettine farro e ricotta, deliziose servite nel cartoccio dei fritti, ma davvero troppo salate per i miei gusti; qualcuno opta per un semplice piatto crudo e bufala (un vero spreco visto l’imbarazzo della scelta fra prelibatezze); altri per i fiori di zucca in pastella e per un tortino - davvero mignon – a base di speck e davvero delizioso.

Nonostante il punto di forza del locale siano le paste fatte in casa (e te credo: raffinata e rivisitata, ma pur sempre un’osteria romana è) a parte un’amica una che sceglie il cacio e pepe, noialtri andiamo tutti sui secondi: non ha un bellissimo aspetto lo straccetto pomodori, rucola e grana (piatto che mi preparo da sola a casa quando ho poco tempo), mentre il mio filetto di manzo in crema di pecorino è davvero divino. Finalmente, dopo tanto tempo, la carne cotta come dico io! Piacevole e dal gusto rotondo anche il maialino al forno con patate arrosto.

Da dividere mettiamo in mezzo un contorno di bucce di patate fritte che sembrano replicare le mie polpettine dell’inizio: troppo salate! Forse è una prerogativa degli antipasti, visto che anche questo piatto era inserito nel menu fra le entrée!!!
Per dessert alcuni provano il sorbetto limone e fragola, che risulta al palato davvero dissetante, altri osano con la crema mascarpone e nutella con biscottini - che in pratica è la scomposizione di un tiramisù - io scelgo il crumble di mele accompagnato da gelato alla cannella, ma in realtà è solo una torta che si sbriciola e non il vero dolce americano.

Con una bottiglia di rosso di Montefalco e tanta acqua, anche il conto è un pochino salato: 40 euro a testa, ok che erano tutti secondi, ma non abbiamo fatto un vero e proprio pasto completo! L’esperienza è stata comunque gradevole e Bucavino mi ha lasciato nel complesso una buona traccia di sé nella memoria… insomma, ci torneremo!

Ristorante Bucavino
Via Po, 45/A
00198 – Roma
Tel 06 8412803
www.bucavino.com
chiuso la domenica

Foto | bucavino.com

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