Anniversario scomparsa Pertini. La Roma del presidente

Oggi ricorre il 25mo anniversario della scomparsa di Sandro Pertini. Vi raccontiamo i momenti più famosi che lo legano a Roma.

"Io sono umano, Oriana. Ecco perché sono un cattivo politico”. Così sosteneva il compianto presidente della Repubblica Sandro Pertini in una intervista a Oriana Fallaci. Un cattivo politico? Le aveva chiesto lei. “Sì. In politica bisogna essere freddi, bisogna essere cinici. Io non sono né freddo né cinico”, aveva risposto lui

Ecco allora, in ricordo di questo “cattivo politico”, scomparso 25 anni fa, nei suoi momenti di vita “pubblica” più famosi che lo ricollegano per i motivi più diversi alla città di Roma.

Come quando volle andare a visitare la celletta di Regina Coeli dove nel '43 venne imprigionato in attesa dell'esecuzione della sua condanna a morte (che poi scampò grazie alla fuga organizzata dalla brigata partigiana Matteotti ).

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Nelle piazze di Roma ha manifestato, nei primi anni '50, con personalità come Nenni, contro la “legge truffa” della Dc, e proprio lui sarà in seguito Dal 1968 al 1976 presidente della Camera dei deputati, primo uomo politico non democristiano e di sinistra a ricoprire tale incarico.

Il 29 giugno 1978 esulterà in mezzo a un autentico bagno di folla in piazza Venezia, con alle spalle il Vittoriano, come neo-eletto presidente della Repubblica, Vittoriano dove si recherà per la cerimonia di insediamento.

Sceglierà di abitare, forse per accontentare la moglie, non al Quirinale ma nell’appartamento romano vicino alla Fontana di Trevi.

La mattina, racconta il Corriere, “l’auto di servizio va a prenderlo per condurlo “in ufficio” al Quirinale senza grandi apparati di sicurezza “. Eppure fu il “presidente dei funerali di Stato” durante la strategia della tensione, per i tanti uomini di Stato morti per mano dei terroristi.

Nella sua vita quotidiana, però, rimase fedele a se stesso, con la sua pipa immancabile e la sua passione per il calcio (famosa la scena della sua esultanza ai Mondiali dell'82).

Una curiosità: non prese mai la patente e, salvo per le occasioni ufficiali, fu la moglie a fargli da autista con l’utilitaria di famiglia, una cinquecento.

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