Roma eredita il meglio di Alberto Sordi ri-vivendolo ogni giorno

Alberto Sordi lascia la sua eredità più preziosa ai romani che lo ri-vivono ogni giorno con i suoi personaggi

Alberto Sordi resta nel cuore e nella memoria di Roma 365 giorni all'anno, indipendentemente da quanti eredi riescono a saltare fuori per impugnare il suo ricco testamento (al momento sembrano 37 cugini alla lontana, molto lontana) che conta due conti correnti per qualche milioncino liquido, le azioni del Campus biomedico di Trigoria, al quale donò i terreni dove è costruito e quella villa di via Druso, fra l’Appia Antica e le Terme di Caracalla, con un valore stimato altri 20 milioni e molto di più per chi brama di trasformarla in museo.

Un'eredità che lascia a Roma molto di più, ogni volta che il nostro Albertone torna a ricordarci l’ingiustizia della giustizia e le contraddizioni del comune senso del pudore, lo schifo della guerra e la salvezza dai tempi duri, insieme ai ritratti di moralisti corrotti, giovani poveri, avari, moralisti, ipocriti, malati immaginari o borghesi piccoli piccoli.

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Quel piccolo 'immenso' eroe dei nostri tempi, mai scomparso sotto il Ponte dell’Angelo, dalla pellicola di Mario Monicelli all'omaggio di Roma Ieri Oggi che state guardando, quanto il Nando Mericoni che mette appetito in ogni trattoria, Il vigile Celletti che butta l’occhio lungo sul traffico della capitale e il Tassinaro che lo attraversa, il Prof. Tersilli che critica la malasanità sin dai tempi della mutua, il Marchese del Grillo che sempre zompa in ogni vicolo e misfatto della Roma Papalina.

Oggi, a dodici anni dall'ultimo saluto, legionari e pretoriani del Gruppo Storico Romano che lo ha eletto a vero VIII° Re di Roma, tornano a dedicargli un picchetto d'onore con corona d'alloro sulla tomba nel Cimitero Monumentale del Verano, in accordo con la Fondazione Sordi che al momento ne amministra anche l'eredità 'spirituale'.

Restano comunque molti di più i romani che preferiscono ricordarlo ogni giorno, nel quotidiano pronto ad evocare l'uomo dallo stesso volto inconfondibile, prestato ad un caleidoscopio di personaggi che non hanno mai smesso di insegnarci qualcosa, perché in fondo Alberto non ci ha mai lasciati.

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