Psicosi terrorismo a Roma: tra militari e identikit di presunti estremisti

Roma blindata dalla psicosi da terrorismo, dall'Esercito con le forze dell'ordine a identikit per la caccia a presunti estremisti

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Attentato dopo attentato, le azioni brutali dei guerriglieri dell'Isis continuano a dividere gli animi, e se l'esecuzione dei 21 cristiani copti di nazionalità egiziana e le minacce all'Italia nel video delle decapitazioni, con quel «siamo a Sud di Roma!» hanno scatenato l'ironia social, tenendo occupati i terroristi in mezzo al traffico, dal sud di Roma a Roma Sud, dalla Salerno Reggio Calabria alla Pontina, sino al Grande Raccondo Anulare, la prospettiva degli inquirenti è decisamente diversa.

Se il ministro dell'Interno Angelino Alfano non parla di emergenza, la richiesta di agenti e militari, sollecitata dal prefetto Giuseppe Pecoraro e il Sindaco di Roma Ignazio Marino, per potenziare la sicurezza della Capitale, all'indomani del massacro nella sede di Charlie Hebdo, il Governo ha portato in città l'esercito.

4.800 militari (contro gli attuali 3mila), impiegati nel controllo del territorio al fianco di polizia e carabinieri, ma anche a rafforzare i servizi di vigilanza dei siti ritenuti a rischio, dal Vaticano al Colosseo, dal Pantheon al centro storico, blindato come chiese, musei, monumenti, scuole, stazioni ferroviarie e della metropolitana, oltre agli aeroporti.

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Un terrorismo combattuto dalla strada al web, al punto da spingere il ministro Alfano ad incontrare al Viminale i rappresentanti dei principali network e aziende informatiche, da Microsoft a Google e Facebook, per mettere a punto le misure necessarie a contrastare l'uso di internet a fini terroristici.

Un psicosi da terrorismo appena nutrita da L'Espresso, diffondendo l'identikit con il quale le forze dell'ordine starebbero tentando di stanare due presunti terroristi islamici (di presunta nazionalità libica) che si nasconderebbero a Roma, concentrando le ricerche nei multietnici quartieri dell'Esquilino e del Pigneto, con due moschee molto frequentate.

"I due presunti estremisti (uno sotto i 30 anni, con i capelli corti, l'altro più giovane, alto e con le treccine) sono considerati molto pericolosi, e poco tempo fa hanno tentato di comprare armi da fuoco sul mercato nero della Capitale. Poi (ha chiosato un'altra fonte dei carabinieri all'Adnkronos) sono entrati in un'armeria, chiedendo il prezzo di giubbotti antiproiettili e visori notturni."

Il comando provinciale dei Carabinieri, dietro richiesta di RomaToday, confermerebbe la divulgazione dell'identikit, ridimensionando l'allarme

"L'identikit riguarda due giovani. La loro nazionalità non è nota. La ricerca è scaturita dal fatto che nei giorni scorsi i due si sono recati in un'armeria della Capitale, in zona Esquilino, a chiedere il prezzo di un giubbotto antiproiettile e di un visore notturno. Il titolare dell'armeria, insospettito, ha chiamato i carabinieri denunciando l'accaduto e descrivendo con dovizia di particolare i due che, non essendosi qualificati, non hanno una nazionalità identificabile. Allo stesso modo non ci sono al momento elementi per collegare l'accaduto al terrorismo internazionale".

Tutto questo, nonostante l'Italia non venga neanche contemplata nel comunicato ufficiale delle Nazioni Unite, diramato questa notte, dopo la riunione del Consiglio di Sicurezza sulla crisi libica.

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