Contratti di quartiere II, 135 milioni per le periferie romane e laziali

Flickr: henrik schulteCentotrentacinque milioni di euro per riqualificare 16 zone periferiche romane e del Lazio: non sono briciole le cifre che escono fuori dai "Contratti di quartiere", firmati oggi dal ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro e dal presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo.

Una serie di protocolli d'intesa ideati per contrastare il degrado delle periferie attraverso la riqualificazione edilizia, la creazione di zone verdi e la costruzione di servizi al cittadino. I costi saranno ripartiti fra la Regione (che metterà a disposizione 47 milioni di euro) e lo Stato, che verserà i restanti 88 milioni.

"I contratti di quartiere permetteranno un autentico decollo di aree urbane di Roma e del Lazio" ha dichiarato Bruno Astorre, assessore regionale ai Lavori Pubblici. A cui ha fatto eco Marrazzo: "È la prova che il governo nazionale e il governo della Regione devono avere la capacità di programmare e poi riuscire a far arrivare agli enti locali e agli enti di prossimità, i fondi per realizzare le opere''.

Ora tocca ai Comuni interessati, che dovranno presentare un programma operativo per la realizzazione delle opere pubbliche entro i prossimi 150 giorni. L'apertura dei cantieri e l'inizio dei lavori è invece previsto entro i prossimi 12 mesi. Le periferie romane coinvolte saranno 4. A Primavalle-Torrevecchia verranno demoliti per poi essere ricostruiti gli edifici dell'Ater; interventi simili anche al Quarticciolo e a Tor Marancia, dove sarà costruito anche un nuovo asilo nido e una nuova scuola; i lavori al Corviale interesseranno invece costruzioni non residenziali, insieme ad interventi sul verde pubblico.

E fuori Roma? Si parla di interventi - fra gli altri - a Monterotondo, Latina, Rieti, Sora, Civitacastellana, Frosinone, Tivoli. Insomma, si tratta di una riqualificazione ad ampio spettro che interesserà tutto il territorio laziale. Speriamo che questi lavori possano risolvere il problema del degrado, e andare ad attutire quel senso di abbandono istituzionale che provano spesso gli abitanti delle zone più periferiche.

foto | Flickr

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