Giordano Bruno e l'eresia della verità

Oggi ricorre l'anniversario del martirio di Giordano Bruno: 415 anni di libertà di pensiero

Era il 17 febbraio dell'anno 1600 quando piazza a piazza Campo de' Fiori si incendiava sul rogo il corpo e la verità di Giordano Bruno: 415 anni fa la Chiesa metteva al rogo l'intellettuale considerato "eretico" perchè incapace di accettare una dottrina della Chiesa fatta di privilegi, iniquità, violenze.

La morte di Giordano Bruno rappresenta da un lato l'esempio lampante della persecuzione dell'Inquisizione cattolica e, dall'altro, un simbolo per la libertà di pensiero: se in Francia il nuovo mito della libertà di espressione (che viene sempre dopo il pensiero) è la rivista Charlie Hebdo in Italia e, più in generale, nella cultura latina Giordano Bruno è simbolo di libertà da oltre 400 anni.

Alle 17 di oggi a Campo de' Fiori si terrà una fiaccolata per ricordare la memoria dell'intellettuale e uomo di scienza filosofica seicentesco: dal materialismo antico al copernicanesimo, il pensiero di Giordano Bruno e quegli "infiniti universi" che solo a distanza di 400 anni la religione comincia ad accettare e la scienza a scoprire.

Nella sua libertà assoluta Bruno rappresenta un simbolo che, nel 2015, occorre riscoprire come pietra miliare di una cultura critica, non allineata senza essere per questo "di minoranza": la Chiesa, nel 2000, per la prima volta fece autocritica sulla morte di Bruno e parlò di un "triste episodio".

Quest'anno l'anniversario della morte di Giordano Bruno arriva, casualmente, nel giorno di martedì grasso: proprio il giorno prima di quel mercoledì delle ceneri che, nella Chiesa romana, rappresenta un giorno di penitenza e pentimento

Maiori forsan cum timore sententiam in me fertis quam ego accipiam

TO GO WITH AFP STORY BY GINA DOGGETT ---

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