Le ville storiche di Roma ormai in balìa del degrado

La denuncia: tutti i parchi della città senza manutenzione

degradoville  

Sono veri e propri polmoni verdi all’interno dei quali noi cittadini possiamo prenderci una meritata pausa dallo smog della Capitale, tutto il mondo ce le invidia, ma noi le abbandoniamo a se stesse e alle intemperie, ostaggio della burocrazia e fin troppo facili prede del degrado urbano che avanza. Sono le ville storiche di Roma, immenso patrimonio naturalistico e architettonico a disposizione di abitanti e visitatori.

Secondo alcuni dati della Commissione regionale Ambiente, a versare nelle condizioni peggiori sarebbero Villa Sciarra e Villa Aldobrandini: la prima è lasciata ‘marcire’ a causa degli appalti per la manutenzione fermi; la seconda, con l’edificio principale cinquecentesco restaurato con una spesa di 500mila euro e pronto per l’apertura al pubblico, resta chiusa poiché l’appalto per la manutenzione era stato vinto con bando di gara dalla cooperativa 29 Giugno, sulla quale ci sono indagini in corso dopo l’affaire Mafia Capitale. E intanto le ville si sporcano e scivolano verso l’incuria.

Qualche anno fa, attraverso il Ministero dei Beni culturali, erano stati messi a disposizione di Roma Capitale 4 milioni di euro per la riqualificazione del Giardino Sant’Andrea al Quirinale, per Villa Celimontana, Villa Carpegna e per il Parco di San Gregorio al Celio, che attualmente, però, risultano tutti senza manutenzione e gli effetti di questo disagio iniziano farsi sentire, basti pensare agli alberi caduti a Villa Torlonia per il nubifragio del giugno scorso e non ancor rimossi, l’area interessata, infatti, è stata soltanto transennata.

E di recente agli onori della cronaca locale è balzata più di una volta anche Villa Ada, in cui l’associazione sportiva ‘Leprotti’ da qualche tempo è oggetto di avvertimenti in stile mafioso con il ritrovamento di lepri morte e mutilate sotto la loro bacheca informativa. Anche qui l’imbarbarimento del servizio è all’ordine del giorno: pensate che lunedì scorso il Servizio Giardini ha pensato bene di chiudere l’intero parco per il pericolo di caduta di rami a causa del forte vento… peccato che dentro ci fossero molte persone e non fossero state avverite!

Una volta arrivate al cancello e avendolo trovato chiuso, i poveri prigionieri loro malgrado hanno chiamato il Servizio Giardini che per tutta risposta ha consigliato di uscire dall’ingresso dell’ambasciata d’Egitto, a ben 2 km di distanza! E pensare che tra i malcapitati c’erano molti anziani e pure una donna incinta… Per evitare nuovi spiacevoli inconvenienti di questo genere, il presidente del Municipio II, Gerace, ha fatto sapere che presto effettuerà un sopralluogo con la Forestale per verificare la salute degli alberi ad alto fusto, ma in realtà il problema è un altro e nell’era dei social network – ahinoi – riguarda tristemente la comunicazione.

Foto | Majid Abder Rahman

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