La (prima) settimana (dell’anno) dei Municipi: si guarda al passato


Pop! Bum! Cin cin! Qualunque sia il suono che ha fatto il tappo del vostro spumante la notte dell’ultimo dell’anno (tra l’altro, stando ai Maya, potrebbe essere stata l’ultima volta che abbiamo vissuto questa emozione), ormai siamo nel 2012, e dobbiamo guardare avanti.

Ma non subito. In questa prima settimana della nostra rubrica settimanale sulla vita e la politica nei Municipi di Roma, a cavallo tra 2011 e 2012, ci lasciamo prendere dalla malinconia e ripercorriamo i fatti salienti che negli ultimi 12 mesi hanno interessato la città e quindi coinvolto, a cascata, anche i suoi quartieri, per meglio prepararci (anche spiritualmente) all’anno che verrà.

Un evergreen, potremmo definirlo, perché trattasi di questione mai davvero risolta, è l’affaire Malagrotta, la famigerata, esaurita discarica dei cittadini della Capitale, che ricade nell’area di competenza del Municipio XVI. L’ennesima proroga regionale viene firmata a giugno con scadenza al 31 dicembre, ma intanto si cerca un nuova area da riempire di spazzatura: la più papabile sembra quella delle Cave di Quadro Alto a Corcolle, nel Municipio VIII.

È passato quasi un anno, invece, da quando il patròn di Tod’s, Diego Della Valle, annuncia che finanzierà con 25 milioni di euro il restauro del Colosseo, che, trovandosi nel centro storico, ricade nel territorio del Municipio I. Per il sindaco Alemanno e per i romani tutti è la fine di un incubo, ma arriviamo a Natale e di cantieri avviati neanche l’ombra. Come se non bastasse, vengono giù pezzi: sarà la crisi?

Sempre nel Municipio I un altro monumento ha catalizzato per giorni, se non addirittura per mesi, l’attenzione dei cittadini: la statua raffigurante Karol Wojtyla, beatificato in piazza San Pietro il primo maggio. La statua, alta 5 metri, opera del Rainaldi, è stata collocata davanti alla Stazione Termini e inaugurata il 18 maggio, ricorrenza della nascita di Giovanni Paolo II, ma non è piaciuta a nessuno. Il sindaco promette di spostarla, poi di modificarla… morale della favola, è ancora lì, come Malagrotta e (per fortuna) il Colosseo, anche se senza cantieri.

All’alba del 24 luglio scoppia un incendio alla Stazione Tiburtina, nel Municipio III. È il caos. Roma si paralizza e con lei metà del traffico ferroviario diretto verso nord e verso est; il fuoco, inoltre, si riesce a spegnere solo dopo 15 ore e c’è il rischio di tossicità. Per fortuna, stavolta, qualcosa è davvero cambiato e a fine novembre viene inaugurata la nuova stazione, giustamente, in pompa magna.

Ma ci sono anche inaugurazioni che non vanno così bene e che causano, loro, paralisi e traffico. È il caso di Trony a Ponte Milvio, Municipio XX, aperto il 27 ottobre. Uno dei capitoli più tristi che il consumismo della Capitale ricordi negli ultimi tempi. La fila in piedi davanti alla porta chiusa già dalla notte precedente l’apertura, macchine parcheggiate ovunque, quasi in verticale, e poi urla e la rissa che scatta. Ci mancava poco che ci scappasse il morto.

Un morto, invece, c’è scappato, il 20 ottobre, giorno in cui Roma è stramazzata sotto il nubifragio. La tragedia avviene nel Municipio XIII, precisamente all’Infernetto, dove un cingalese annega all’interno della sua abitazione in un seminterrato. Ma ci sono anche notizie più liete, come i festeggiamenti per i 150 anni dell’Unità d’Italia, che iniziano dal cuore di Roma, con la Notte Tricolore del 17 marzo nel Municipio I e per la città si fa ancora più importante con l’iter che la trasformerà in Roma Capitale, completato per il rotto della cuffia a novembre, frettolosamente, dal nuovo governo Monti. Tra l’altro, lo ricordiamo per l’ennesima volta, ciò porterà alla riduzione dei Municipi dagli attuali 19 a 15.

E poi qualcuno ha ancora il coraggio di dire che a Roma non si chiarisce nulla: dopo, rispettivamente, 21 e 20 anni si scrive la parola fine dietro agli omicidi irrisolti di Simonetta Cesaroni e della contessa Alberica Filo della Torre. Per il primo, il famoso delitto di via Poma, che per la cronaca sta nel Municipio XVII, viene condannato a 24 anni in primo grado l’ex fidanzato Raniero Busco. L’assassino del cosiddetto giallo dell’Olgiata (Municipio XX), invece, è il domestico filippino Manuel Winston, reo confesso, che dovrà scontare 16 anni.

Chiudiamo con una nota letteraria: dopo polemiche durate anni, un paio di settimane fa il sindaco ha fatto un sopralluogo con Moccia a Ponte Milvio, nel Municipio XX, ormai sovraccarico di lucchetti. La decisione che ne è seguita è quella di spostarli sul muraglione del Tevere, proprio lì accanto, con tanto di indicazione: “Gli innamorati da questa parte”.

Foto | Flickr

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