Gita fuori porta: a Castel di Tora per il polentone

Torna la ‘strana coppia’ sabina: polenta e sugo di pesce

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“Per il polentone si fa festa con la pioggia e con il sole”: è questa la filosofia di vita che anima la pro loco di Castel di Tora che ogni anno organizza la mitica sagra della polenta al sugo di pesce. Per il 2015 si anticipa un po’ e così la manifestazione avrà luogo a febbraio, più precisamente questo weekend… e noi non ce la vogliamo perdere!

Ma come nasce questo appuntamento che ormai ha varcato i confini regionali, tanto che Castel di Tora – uno dei 16 Comuni italiani che compongono l’associazione Polentari d’Italia – spesso è invitato altrove per far degustare questo succulento prodotto? Ovviamente dall’alimentazione contadina che si basava essenzialmente sulla polenta e dall’esigenza di osservare la vigilia di Pasqua mangiando di magro: ecco come la polenta ha sposato il sugo fatto di aringhe, tonno, baccalà e alici.

Quello che vi stiamo raccontando naturalmente risale a tempi passati, quando il paese ancora si chiamava Castelvecchio, prima di adottare l’attuale nome (era il 1864) che ricorda l’insediamento sabino in cui avvenne il martirio di Sant’Anatolia nel 250 d.C., alla quale è dedicato un santuario che si erge sulla collina accanto al borgo, universalmente riconosciuto come uno dei più belli e suggestivi d’Italia.

Ma torniamo alla sagra: se il polentone (che sarà servito dalle 12 in poi) non vi basta, alle 16 arriveranno in piazza gli spaghetti all’amatriciana, altra notissima specialità della zona, ma soprattutto gli assaggi di fettuccine ai funghi porcini offerti dalla pro loco di Ascrea, altro incantevole centro affacciato sul rinomato lago del Turano, nell’ambito dell’iniziativa denominata ‘I sapori della nostra provincia’.

Infine, per smaltire, proponiamo una passeggiata per l’abitato che regala scorci davvero indimenticabili, con la sua torre esagonale dell’XI secolo adiacente a Palazzo Scuderini, ma anche con archi, viuzze, piazzette ben curate, colorate e profumate di fiori, che introducono su scalinate, grotte e cantine scavate nella roccia, perché a Castel di Tora ogni angolo, davvero, è un paradiso.

Foto | fiorello mannaia

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