Roma: due nuovi marchi per l'identità della città eterna

Roma resta eterna mentre cambia la sua identità visiva con uno scudetto per due nuovi loghi, istituzionale e relazionale

Dopo tremila anni da Caput mundi, Roma non rischia certo di perdere la sua identità di città eterna e capitale d'Italia, ma la sua identità visiva si rinnova, o meglio si sdoppia con la rivisitazione del classico scudetto giallo-rosso Spqr per i rapporti istituzionali, e il più audace logo "relazionale" coronato da “bolle cromatiche” e claim 'Rome&You' da utilizzare per la promozione e il merchandising.

La nuova 'immagine di Roma' nata dall'esigenza di restituire immediatezza ed efficacia al piano comunicativo della città, con la delibera di giunta approvata lo scorso ottobre, è stata affidata all'estro della società Inarea e un investimento di circa 20 mila euro.

Il risultato è uno scudetto per due nuovi loghi che perdono l'aggettivo di "Capitale", del resto inutile a connotare Roma, anche per il nostro Sindaco, parlano inglese e rivoluzionano il programma di comunicazione del Capidoglio, con un logo istituzionale e uno essenziale e fortemente modulare, pronto ad “esplodere e cambiare forma” in funzione di un uso che non tarderete a vedere un po' ovunque. Subito nel video esplicativo condiviso sulla pagina social del nostro Sindaco Marino.

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"Si tratta di un programma di comunicazione che ha come obiettivo la sottolineatura comunicativa dell'esperienza unica e personale che Roma offre: una città multiforme e schietta, da vivere in tutte le sue espressioni, a cui dare del tu. Un piano di riscoperta della natura inclusiva e comunitaria della città, la voglia di recuperare un'autenticità che si ritrova nella dimensione dialogica che Roma instaura con chi ci nasce e con chi ci arriva. Cittadini di ogni età, studenti, lavoratori, investitori, turisti: ciascuno chiede di trovare a Roma il proprio angolo di mondo"

Roma Schietta è schietta ... poi se trova per tutti un angolo decente (e magari sicuro) è una faccenda diversa, ma per il momento è questa in sintesi la mission della nuova “identità visiva” di Roma Capitale e del claim 'Rome&You' elevato a "patto di bellezza e confidenza", dove ovviamente ogni riferimento a La grande Bellezza da Oscar di Paolo Sorrentino, declinata in mille usi e tour come le Vacanze Romane di Audrey Hepbur, è (smaccatamente) voluto.

Roma nuovo logo - Rome&You

Identità presentate al Macro di via Nizza dal sindaco Ignazio Marino, accompagnato dal presidente dell’Assemblea Capitolina Valeria Baglio, Antonio Romano della società InArea e gli assessori alla comunicazione, Alessandra Cattoi, di Roma Produttiva, Marta Leonori, e di Cultura e Turismo, Giovanna Marinelli, pronta a manifestare il suo entusiasmo con l'ambizioso obiettivo di "superare I love NY".

Roma nuova identità visiva

Roma nuovo logo - Rome&You

Tra le prime reazioni a questo cambio di pelle che lascia intatta la sostanza (e le sue insanabili contraddizioni), di questa "lupa che cambia il pelo ma mai il vizio", ovviamente non mancano le critiche ad una spesa che a molti non sembra necessaria in tempi di crisi e tagli drastici alla cultura, come quella che arriva da Alessandro Onorato, capogruppo della Lista Marchini in Campidoglio.

«Marino ha tirato fuori dal suo sgangherato cappello un nuovo quanto improbabile simbolo di Roma. Si cancella la lupa e la storia a favore di una corona di palline natalizie e di una scritta più adatta ai cioccolatini che alla capitale d'Italia. Per tutti e sopratutto per il Sindaco una domanda: ma non c'è modo migliore di spendere i soldi dei romani?».

Il presidente di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale, Giorgia Meloni, affida i suoi apprezzamenti a Facebook

«La nuova operazione di promozione internazionale della Città di Roma proposta dal sindaco Marino, che per l’occasione sembra indossare gli stivali da power ranger, è ridicola. È proprio quando si vuole comunicare fuori dai confini nazionali che si deve rafforzare l’identità e la tradizione di Roma, città dalla storia e dalla cultura millenaria. Marino ha fatto l’esatto contrario e ha scelto di diluire la millenaria identità della Città Eterna con inglesismi ingiustificati. Il risultato: un logo buono per il carnevale».

Che poi a ben guardare, tra le lucette di Natale che restano accese tutto l'anno (e sulle quali non si paga il suolo pubblico come con le insegne luminose) e palline poco metaforiche invocate e infrante un po' ovunque, la trovata delle “bolle cromatiche” sembra quasi ironicamente ideale a rappresentare il sentimento di tanti romani nei confronti di tutto questo investimento promozionale che splende solo sui cartelloni (e Cartellopoli).


Via | Roma Capitale

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