Roma nascosta: Villa Albani

Villa Albani a Roma dall\'alto

I misteri Roma non sono solo quelli dei gialli criminosi irrisolti. Esistono anche incomprensibili storie di tesori nascosti, inaccessibili e quasi invisibili. E' il caso di Villa Albani, un immenso patrimonio artistico ed ambientale nel cuore della città, tra Salaria (il tratto verso piazza Fiume) e Regina Margherita.

La villa e il parco appartengono alla famiglia Torlonia (fra i pochi aristocratici ancora ben piazzati) che ne entrò in possesso nel 1866. Villa Albani rappresenta una delle più alte espressioni del gusto architettonico ed antiquario affermatosi alla metà del Settecento, nel passaggio tra il Rococò e il Neoclassicismo.

Il cardinal Alessandro Albani, nipote di papa Clemente XI, nel 1747 acquistò una villa per farne propria residenza, tra la via Salaria e la via Nomentana. Venne incaricato l’architetto Carlo Marchionni che portò a termine i lavori nel 1758. Il complesso comprendeva la villa, terrazzamenti e scalinate, e dalla parte opposta un emiciclo con il Caffeehaus, un giardino all’italiana, fontane, vari edifici più piccoli, ed un tempietto, usato come voliera.

Villa Albani a Roma
Villa Albani a Roma
Villa Albani a Roma dall\'alto
Villa Albani a Roma dall\'alto

Villa Albani a Roma
Villa Albani a Roma

All’interno del giardino della villa furono collocati i pezzi della prestigiosa collezione di antichità del cardinale. Con l'avvento dei Torlonia, diverse statue furono trasferite nel Museo Torlonia di via della Lungara. Fu inoltre cambiata la disposizione delle antichità all’interno della villa, ma tutto è rimasto pressochè come alla fine del Grande Secolo.

Il tempo si è fermato. Dentro. E noi possiamo spiare dai cancelli che si affacciano sulle strade che la circondano. Muri e siepi alte però non permettono di vedere molto. Per fortuna c'è Google Map che ci permette si sorvolare su tutto. Viva Big G!

Certo, non c'è solo il giardino all'italiana. Come detto la villa nasconde al suo interno ancora molte sculture antiche, bassorilievi, affreschi e quadri dal valore inestimabile. Un museo privato con oltre 600 reperti che per qualcuno rappresenterebbe "la più importante collezione al mondo di statue romane".

Inoltre nel salone del casino, c'è la galleria del Parnaso realizzata dal pittore neoclassico Anton Raphael Mengs, probabilmente su programma iconografico da Johann Joachim Winckelmann, bibliotecario del cardinale. Nella stanza accanto, detta Sala di Antinoo, si trova il celebre rilievo di Antinoo, proveniente da Villa Adriana, ed inserito dal Marchionni nel camino.

Nel 2003 il comune di Roma aveva offerto ai proprietari 23 milioni per l'area di dieci ettari. "Stiamo per espropriare Villa Albani" dichiarò poi Veltroni, forte del piano regolatore approvato il 22 marzo 2006 che prevedeva per quell'area una destinazione a "verde pubblico". Si vociferò anche che Berlusconi volesse acquistare la collezione per 125 milioni di euro. Nulla di fatto.

Il tesoro resta ai Torlonia, che decidono quando e a chi farlo visitare. Si può fare richiesta anche con un messaggio di posta elettronica con i nominativi degli aspiranti visitatori (non più di dieci alla volta) ed aspettare che il proprietario dia l'assenso e indichi una data ed un orario. La visita è gratuita.

Ma le polemiche non sono solo quelle della fruizione del patrimonio privato (nel vero senso della parola, agli occhi del pubblico). Ci sono accuse precise di mala manutenzione intorno a tutta la Villa. E qualche turista o qualche romano se ne accorgono quasi per caso.

Villa Albani a Roma

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