L'elefantino della Minerva torna a sorriderci

Fine restauro Elefantino della Minerva

Finalmente lo stanno "liberando" dalla prigione tubolare. L'elefantino più famoso di Roma, quello del Bernini, che si porta sulle spalle l'obelisco della Minerva, noto anche come il Pulcin della Minerva (dove pulcin sta per porcino), torna a farsi vedere in tutto il suo splendore dopo il restauro.

Per la verità non ci era sembrato così sporco e in cattivo stato prima dell'intervento. Molto più inquietanti erano le crepe sulla facciata della chiesa, anch'esse prontamente risistemate. E spiando attraverso le ultime impalcature da smontare, speriamo che sia solo l'effetto della luce a rendere il nostro amico di marmo stranamente verdastro sulla schiena.

La piazza di Santa Maria sopra Minerva restituisce il suo protagonista ai passanti che lo amano e lo fotografano molto più della chiesa alle sue spalle (e non è un caso che Bernini lo mise in quella posizione, oggi ancora più calzante considerando la biblioteca del Senato).

Fine restauro Elefantino della Minerva

Ma è soprattutto all'iscrizione latina del basamento che ci siamo affezionati e che recita: "Sapientis Aegypti/ insculptas obelisco figuras/ ab elephanto/ belluarum fortissima/ gestari quisquis hic vides/ documentum intellige/ robustae mentis esse/ solidam sapientiam sustinere".

Un'alta sapienza, come tradizionalmente quella contenuta nei geroglifici egiziani (l'obelisco) ha bisogno come supporto di una mente robusta, quella dell'elefante appunto, ed in teoria quella di tutti noi quando pretendiamo tanto la "conoscenza"...

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