Gita fuori porta: a Fiuggi per il giorno della Candelora

Tra sacro e profano, un evento davvero evocativo nel cuore della Ciociaria

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Questa settimana la nostra gita fuori porta del weekend non è proprio del weekend, ma essendo il clou della festa di sera e vista la poca distanza da Roma, siamo sicuri che un salto riuscirete a farcelo senza troppa difficoltà. A Fiuggi, infatti, località ciociara ben nota per le proprietà delle sue acque termali, ricorre la festa delle stuzze, un evento evocativo che spiega il perché patrono della cittadina è San Biagio e s’intreccia anche con la tradizione della Candelora.

Ma andiamo con ordine: siamo nel 1298, in pieno Medioevo, quando Fiuggi si chiamava ancora Anticoli di Campagna ed era feudo della famiglia romana dei Colonna che a quel tempo era in guerra con quella dei Cajetani. Il 2 febbraio tutti gli abitanti erano intenti alla preparazione della festa della Candelora che religiosamente parlando ricorda la presentazione di Gesù al Tempio e da un punto di vista liturgico significa la fine del tempo di Natale.

Per celebrarla, le donne erano intente a preparare le candele che la sera sarebbero state tutte accese simultaneamente per ricordare Cristo luce del mondo, e che, una volta pronte, venivano decorate dai bambini. I Cajetani, però, proprio quel giorno, avevano deciso di attaccare il possedimento e avevano messo a punto un piano ben congegnato: avrebbero sferrato l’offensiva da due lati, quello di Torre Cajetani, appunto, e quello di Monte Porciano.

Quella sera, però, quando tutto era pronto e l’intero paese era in piazza in attesa della benedizione delle candele, fiamme altissime circondarono l’abitato e i Cajetani, che le videro da lontano, pensarono di essere stati preceduti dagli alleati, così mandarono a monte la battaglia. Le fiamme, però, non esistevano davvero: erano state un miracolo attribuito a San Biagio, il Santo di cui la Chiesa faceva memoria quel giorno, e che da allora gli anticolani elessero a proprio patrono e protettore della città.

Ed è proprio in ricordo di questo episodio, che ogni anno per la Candelora a Fiuggi si usa accendere grandi falò e bruciare interi tronchi di quercia (le “stuzze”, appunto, in dialetto) portati a spalla al grido “W San Biagio!”, ma oggi sostituiti da rami di ginestra che vengono incendiati la sera del 2 febbraio nella piazza più alta del paese.

Foto | Angel Gonzalez Hereza

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