Medico ucciso a Mentana: i rapinatori confessano

Ad uccidere il medico tre romeni che pensavano avesse dei soldi nascosti. Forse anche una donna contesa.

Lucio Giacomoni

La sua colpa principale? Quello di possedere un “bottino” che faceva comodo ai rapinatori, ma anche di aver notato una donna che proprio non doveva guardare. Sarebbe morto per questo Lucio Giacomoni, il medico ucciso a calci e pugni, per i quali fino ad oggi non c’era una reale spiegazione. I tre autori del gesto, ora, hanno confessato, ribadendo di aver portato via all’uomo 1.800 euro in contanti, un tablet e un iphone.

Non ci è voluto molto per risolvere un caso che all’inizio sembrava essere senza un perché: l'omicidio di Mentana. I carabinieri del comando provinciale di Roma, però, hanno seguito la pista giusta, trovando una causa a questo brutale omicidio.

L’uomo è morto venerdì nella sua casa a Mentana e i responsabili del suo decesso sarebbero tre giovani romeni di 24,25 e 26 anni. Fermati nelle scorse ore anche grazie al decisivo intervento degli investigatori, non è stato difficile ricostruire tutto. Il professionista di 71 anni sarebbe rimasto per un’ora con i malviventi. La rapina è finita nel sangue, anche perché pare che con lui contendessero pure una donna romena. Pare che proprio lei avesse detto ai ragazzi che l’uomo teneva in caso una somma, che poi effettivamente non c’era.

Della banda facevano parte due incensurati e un terzo con un piccolo precedente. I tre pensavano che in casa ci fossero 20mila euro e che il pensionato non volesse parlare. Sequestrata e immobilizzata con lui anche una sua amica ma per attirarlo avrebbero staccato la corrente, per farlo uscire ed aggredirlo. Quando sono andati via, hanno portato la giovane per impedirle di dare l’allarme, prima di abbandonarla per strada. L’auto del settantunenne è stata trovata in una scarpata abbandonata. Torna dunque l'incubo delle rapine in villa, in una Roma già provata da mille difficoltà.

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