Beppe Grillo: dopo Mafia Capitale, la "Notte dell'Onestà"


Grillo durante la Notte dell’Onestà, ha fatto il punto della situazione, dopo il polverone scoppiato a Roma

Ancora protagonista, ancora sulla scena e dopo il terremoto di Mafia Capitale, in molti attendevano una reale presa di posizione di Beppe Grillo. Non è stata una attesa inutile e bandiere e striscioni in piazza del Popolo hanno accompagnato le parole del leader del Movimento 5 stelle. Sul palco, tra gli altri, anche Enrico Montesano, Dario Fo e Sabina Guzzanti.

beppe grillo notte dell'onestà

Un esordio accolto da applausi e consensi quello di Grillo, nel corso della “Notte dell’Onestà”, (come sempre un titolo sibillino per i suoi interventi). "Per me l'onestà è l'onestà intellettuale, non quello che ruba e non ruba e poi si stanca anche di rubare. Non è quello. Parlare con persone leali, la politica aperta, noi siamo questo", ha detto, salutando a Roma migliaia di attivisti o semplici curiosi, attirati da una figura emblematica che non ha paura di sparare a zero contro tutto e tutti. Il polverone, insomma, riesce ancora a crearlo, nonostante siano in tanti i delusi da un personaggio che, probabilmente, mai è decollato fino in fondo.

Dopo Mafia Capitale, però i militanti del Movimento 5 stelle, si sono stretti intorno a lui per cercare una alternativa all’impasse in cui pare essere caduta l’Italia intera. Domanda d’obbligo, quella di sapere se sarebbe andato al Nazareno per un incontro con Renzi. Il motivo? La possibile discussione sul nome del candidato alla presidenza della Repubblica.

Con la sua solita verve e grinta, Grillo ha risposto chiaramente: “: "Il Nazareno? Io non so cosa sia il Nazareno è […] Non ci fidiamo di nessuno”.

Sul palco, prima di lui l’attore Enrico Montesano, ma anche il deputato Alessandro Di Battista e il magistrato Ferdinando Imposimato e a ricordare quanto accaduto in città nei mesi scorsi, proiettato un video con gli attori Claudio Santamaria e Claudio Gioè a raccontare l’intercettazione sull’inchiesta romana. Una serata, in cui in tanti hanno preso il microfono, a cominciare dal rapper Fedez. "Mi sento inadeguato a intervenire qui, come Gasparri a un Twitter award […]. La più grande organizzazione terroristica è italiana, e si chiama mafia. Prima di chiedere a tutti i musulmani di prendere le distanze dalla strage di Charlie Hebdo dovremmo chiedere a tutti gli italiani di prendere le distanze dalle stragi di mafia. E infatti quando ci fu in Germania la strage di Duisburg nessuno prese le distanze. Avrei voluto vedere meno simboli e bandiere L'unico modo per dire che siamo Charlie e non ciarlatani non sono le foto messe su Twitter. Il più grande nemico dell'Italia sono gli italiani" .

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Beppe Grillo ha concluso parlando della situazione attuale: "Se Napolitano non fosse per un presidente che ha lavorato contro la democrazia oggi ci saremmo noi a governare le macerie di questo paese" Immancabile, l’attacco a Renzi: "La disonestà intellettuale rovina i rapporti tra le persone. Noi oggi abbiamo un buffoncello che ci ricatta. Non fa i nomi neanche al suo partito e li chiede a noi. Ma andate a fare in c..".

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