Influenza Roma: pronto soccorso al collasso, allarme emergenza

Ospedali e pronto soccorso di Roma mandati in tilt dal picco di influenza, si valuta l'intervento dei privati e del prefetto

An ambulance exits Rome's Policlinico Um

Impossibile da ignorare, difficile da evitare, il virus della temuta influenza stagionale, che il ministero della salute ha già definito più aggressiva del solito, ci tiene nel girone invernale invaso da fiumi di muco con la febbre che non aspetta il sabato sera per debilitare, la gola in fiamme e le ossa rotte che vanno a ritmo co etcì e tosse 'mannara'.

Una situazione spossante che dura da troppo e a quanto pare spingi parecchi a chiedere aiuto alla sanità romana, al punto che da giorni il picco di pazienti contagiati dal virus influenzale, fanno registrare il record di presenze nelle venti strutture sanitarie di Roma, con oltre 1000 pazienti in attesa di assistenza e centinaia di ricovero.

Una pressione tale da spingere i vari pronto soccorso al collasso e il governatore del Lazio, Nicola Zingaretti a valutare l'ipotesi di ricorrere all'aiuto delle strutture private accreditate per alleggerire il carico e del Prefetto di Roma per facilitarne l'operazione
"L'eventuale intervento del Prefetto di Roma può favorire la messa a disposizione di posti letto delle strutture private accreditate"

Iniziativa che accoglierebbe la richiesta avanzata da Natale Di Cola, segretario regionale della Fp Cgil, la stessa che denuncia "la grave situazione delle strutture d'emergenza e le condizioni stressanti nelle quali sono costretti a lavorare medici e infermieri" anche domani con "#Prontosoccorsoko", dalle ore 10.00 davanti all'ospedale San Camillo, mentre la regione è impegnata ad incontrare i rappresentanti sindacali per fare il punto sulla questione dei Dea, i dipartimenti di emergenza.

Una situazione di emergenza sanitaria che avrebbe potuto evitare il collasso e quell'immobilismo dell'amministrazione regionale che non ha lasciato ferme solo le ambulanze, denunciato dal capogruppo FI Antonello Aurigemma e quello di Ncd Pietro Di Paolo, che il prefetto potrebbe ora sbloccare.

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