Tor Sapienza, ancora scontri tra residenti ed immigrati

Non c’è pace a Tor Sapienza: ancora dissapori tra chi abita nella zona da decenni e tollera poco la presenza di stranieri

Centro di accoglienza immigrati Tor Sapienza


Una situazione intollerabile e questo era chiaro a tutti sin dall’autunno, quando le prime, pesanti tensioni erano esplose a Tor Sapienza. C’erano stati giorni di vera guerriglia nel quartiere, poi rientrati per le feste. La convivenza tra i tanti immigrati e i cittadini sembra impossibile. I primi temono di non essere al sicuro con il continuo arrivo di stranieri in cerca di occupazione e di un modo per sbarcare il lunario. I rifugiati, dal canto loro, rivendicano non solo la propria onestà e la necessità di “non fare di tutta l’erba un fascio”, ma anche il diritto di trovare una casa e una zona dove inserirsi in città. Non ultimo, della protesta fanno parte pure i volontari del centro culturale Morandi a colori.

Il centro immigrati gestito dalla cooperativa Un Sorriso di viale Giorgio Morandi, che a novembre ha dato il via ai disordini è quasi un simbolo della “resistenza” e la domenica mattina è iniziata con la presenza con un gruppo di persone che preparavano cous cous e intonavano i suoni della murga, canti degli schiavi neri. Proprio il centro ha organizzato l’evento, a richiamare l’attenzione su di una periferia abbandonata a se stessa, ma l’iniziativa ancora una volta non è piaciuta a chi abita nei palazzi limitrofi.

Di nuovo uno scontro purtroppo, che poteva diventare anche più violento in quel di Tor Sapienza. I residenti sono tornati in piazza a protestare e al Campidoglio non è rimasto che fare una promessa per l’immediato futuro, annunciando pure altre novità. In questo modo, è stato confermato “l'impegno a trasferire i rifugiati anche per il loro bene e per riportare la coesione sociale". Lo ha detto l'assessore alle Politiche sociali Francesca Danese in visita nel quartiere insieme al delegato alla sicurezza del Comune Rossella Matarazzo.

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