Romanorum: il romano spiegato ai romani. "Reggere er moccolo"

Romanorum: il romano spiegato ai romani. \"Reggere er moccolo\"

Faje senti' ch'è quasi primavera
manna li mejo grilli pe' fa' cri cri
Prestame er ponentino
più malandrino che c'hai

Roma reggeme er moccolo 'stasera.

Così termina "Roma nun fa' la stupida 'stasera": il capolavoro di Armando Trovajoli con il testo di Pietro Garinei e Sandro Giovannini, scritto per il “Rugantino” con Nino Manfredi e Lea Massari. Sappiamo tutti - romani de Roma e non - cosa significa la frase finale. Regge' er moccolo, fare il terzo incomodo discreto nel momento d'intimità di una coppia. Forse però non tutti sanno qual è l'origine dell'espressione.

Il 'moccolo' in romano è la candela accesa che 'moccola', sgocciola cera. Durante il matrimonio ebraico, il rituale prevede che gli sposi celebrino la loro unione sotto la Huppàh: un baldacchino di velluto rosso con ricami in oro, che simboleggia la futura casa. Nella tradizione, sotto il baldacchino era ammesso anche il fratello maggiore dello sposo che aveva la funzione di reggere un cero acceso: quello che venne poi stigmatizzato come 'terzo incomodo' durante un momento - appunto - così importante e intimo tra una coppia.

  • shares
  • Mail
1 commenti Aggiorna
Ordina: