Capodanno fuori porta: feste tradizionali nel Lazio


Con la crisi ormai compagna di vita da tempo e le batoste alle nostre tasche che ci aspettano nel 2012 che accoglieremo domani, anche le feste in piazza per il Capodanno devono necessariamente ridimensionarsi, così, quest’anno, altro che Londra, altro che New York, altro che Parigi… il veglione (ma c’è ancora qualcuno che lo chiama così?!) di San Silvestro si fa a…Vignanello!

Nella suggestiva cornice di piazza della Repubblica, la musica del trio Radiomarelli vi accompagnerà piacevolmente fino al conto alla rovescia della mezzanotte. E allo scoccare del nuovo anno, grande bengalata e spettacolo pirotecnico sullo sfondo dello splendido Castello Ruspoli, una delle attrazioni turistiche più visitate e apprezzate di tutto il Viterbese, specialmente i giardini. Ed è proprio nelle segrete del castello che la festa continuerà fino a notte fonda.

Per chi è poco nottambulo e preferisce, invece, festeggiare il primo giorno del nuovo anno, un appuntamento interessante è quello con la 42.ma edizione del Presepe vivente a Corchiano, dove a partire dalle 17.45 si svolgerà uno spettacolo teatrale sul tema della Natività all’interno del monumento naturale delle Forre.

Sono disponibili su prenotazione pacchetti offerta a prezzi promozionali che comprendono, oltre alla piéce, anche una visita guidata all’area protetta del Wwf e una cena tipica in un ristorante del luogo. Chi, invece, vuole fare solo uno spuntino, può rivolgersi agli stand di prodotti tipici dove si terranno degustazioni gratuite.

Sempre il primo gennaio, dalle 15 alle 20, a Castro dei Volsci ‘Il paese diventa presepe’. La tradizionale manifestazione, che per ogni edizione coinvolge un centinaio di figuranti in abiti di scena, promette di non deludere neppure quest’anno, dando vita a 40 quadri viventi di una Betlemme ‘nostrana’ ricostruita nella Ciociaria del primo Ottocento.

Il centro storico farà da scenografia naturale alla rappresentazione, con i suoi vicoli, archi, cantine e stalle, ma anche luci e fiaccole romane sistemate a bella posta. E tra la dimostrazione di un antico mestiere e l’altro, delle tecniche di lavorazione agricola e artigianale, rinfrancate pure lo spirito e il corpo con le frittelle tipiche, le salsicce, le castagne e le pizze fritte tradizionali annaffiate da buon vino locale.

Foto | Flickr

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