Tribunale di Roma, stop al patrocinio gratuito

Le condizioni drammatiche del Tribunale più grande d'Europa: mancano i cancellieri, si taglia sul patrocinio gratuito

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Nella Giornata della Giustizia, in cui le porte dei tribunali italiani si aprono al pubblico, leggere certe notizie non rende onore alla "patria del diritto", la stessa che qualcuno oggi chiama "Stato canaglia" proprio per le condizioni in cui versa l'intero panorama giudiziario italiano, dai tribunali alle carceri passando per i codici: secondo quanto riporta laRepubblica Roma di questa mattina infatti il Tribunale più grande d'Europa, quello di piazzale Clodio, è letteralmente al collasso.

Dovrebbe essere il fiore all'occhiello della giustizia europea e invece al Tribunale di Roma ci si trova a dover non solo far quadrare i conti ma a dover decidere quali servizi (essenziali, nonchè spesso un diritto dell'imputato) garantire o meno agli utenti: nell'ottobre scorso il presidente del tribunale di Roma Mario Bresciano aveva deciso e comunicato al Ministero della Giustizia, al Consiglio superiore della magistratura e a tutti gli organi come le Camere penali e l'Ordine degli avvocati, il procuratore della Repubblica e l'Associazione nazionale magistrati, di sospendere a tempo determinato (2 mesi) il patrocinio gratuito perché, dati alla mano "non ci sono gli impiegati sufficienti a smaltire l'enorme mole di lavoro che ogni giorno il tribunale produce."

Il patrocinio gratuito, la garanzia alla difesa dell'imputato anche se non si ha la possibilità economica di pagarsi un legale, una spesa che viene sostenuta dallo Stato secondo i dettami della Costituzione, diventa quindi l'ennesimo diritto negato della giustizia italiana? E' ancora presto per dirlo: Bresciano è alla quarta lettera-denuncia agli organi competenti.

"Su un organico previsto di 1198 amministrativi, al 1° gennaio 2014 ce n'erano 850. Oggi ve ne sono 834. [...] Già allo stato attuale non sono più in grado di assicurare tutti i servizi del Tribunale tanto che lo scorso anno ho sospeso per due mesi le liquidazioni di gratuito patrocinio agli avvocati e di fissazione degli incidenti di esecuzione non urgenti per dare precedenza alla trasmissione alla Corte delle sentenze appellate. Sospensione che sono costretto a prorogare per almeno altri tre mesi, ma che produce un accumulo di provvedimenti che prima o poi dovranno essere smaltiti."

scrive Bresciano nell'ultima lettera ai più alti organi della magistratura, datata 12 gennaio; le condizioni del Tribunale di Roma sono letteralmente al collasso: dal personale alle strumentazioni fino alla cancelleria, la decisione di sospendere il patrocinio gratuito è l'ennesimo tentativo di tirare su la testa mentre si annaspa per rimanere a galla.

Tuttavia quello di Roma è sì il caso più clamoroso ma non l'unico nel Belpaese, che anzi ha una macchina della giustizia sostanzialmente obsoleta e rallentata.

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