Roma arDente: Civico 70 a Monteverde


A tutti, prima o poi, capita di essere portati fuori a magiare con la promessa dell’amico di turno che ti risuona nelle orecchie da almeno una settimana: “ti stupirai”, “non ne parliamo che mi viene l’acquolina in bocca”, “una gricia così non l’hai mai assaggiata…” ecc. ecc. Armati di tanta sana curiosità, una discreta fame e con un pregiudizio, almeno nelle intenzioni, ridotto al minimo, varchiamo la soglia di Civico70, a Monteverde, sempre lieti di ricevere in dono una bella esperienza dal nostro quartiere natale.

Questo ristorante mignon non esiste da tanto tempo: l’entrata è difficile da individuare se non lo si sta espressamente cercando, nonostante le dimensioni dell’insegna a neon arancione, e la sala è su due livelli, con i tavoli visibili in parte dalla strada.

Arredi moderni e colori tenui, Civico70 ci annuncia connubi tra gusti tradizionali e rivisitazioni innovative, materie prime di stagione e di prima scelta, il recupero di ricette dimenticate e un’attenzione particolare alla cura del menu dei dolci.

Allettati ma non troppo da tanto ben di Dio ordiniamo per antipasto il tortino di fiori di zucca, prosciutto e fonduta di parmigiano. Cosa vi aspettereste voi? Una quiche, un fagottino, della pasta sfoglia, brisée, almeno un involtino di pasta fillo? E invece no: mi arriva una di quelle minuscole terrine monoporzione che fanno tanto chic con un paio di fiori cotti in padella e ripieni di prosciutto letteralmente annegati nella fonduta di formaggio. Tutti sapori buoni, ma assolutamente slegati.

Salto il primo, ma ci riprovo con il secondo: io e la mia amica ci dividiamo la dadolata di maiale all’arancia e i fagottini di manzo ripieni di prosciutto e asparagi. Ci arrivano due piatti presentati allo stesso modo: entrambi infilzati con spiedini di legno. Molto buono il maiale anche se in definitiva si trattava di una semplice scaloppina, tremendi i fagottini con una carne talmente sfilacciosa che le mie povere gengive non l’hanno ancora dimenticata.

Sarò stata sfortunata? Forse, ma i piatti di cacio e pepe e della tanto decantata gricia che mi circondano e i loro profumi mi sembrano assolutamente normali, privi di eccezionalità. L’espressione del mio compagno seduto alla mia destra, poi, è eloquente, tanto che mi azzardo ad assaggiare i suoi tagliolini gamberi rossi e speck. Un disastro di scondimento. L’ombrina, invece, non ce la faccio proprio: perfino lui l’ha lasciata nel piatto, tanto era cruda.

È andata meglio a chi ha scelto l’entrecote. Io ho assaggiato solo le tre salsine: quella rossa piccante, il pesto di rucola (sciapetto) e l’olio aromatico. Devo dire che un boccone di pane tirava l’altro. I dolci? Non siamo stati così ardimentosi perciò non ve li posso raccontare e nemmeno il contro, perché come ho detto, fortunatamente, eravamo ospiti…

Ristorante Civico70
Viale dei Quattro Venti, 70
00152 – Roma
Tel 0658335441
www.civico70.it
civico70@yahoo.it
Chiuso la domenica

Foto | Civico70.it

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