Gita fuori porta: a Camerata Nuova per la sagra della braciola

Una buona occasione per assaggiare la rinomata carne di castrato locale

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Certe volte da una disgrazia nasce una cosa buona, d’altronde lo cantava già De André che dal letame nascono i fior… stiamo parlando dell’iniziativa che rende Camerata Nuova, piccolo centro immerso nel verde dei Monti Simbruini, la meta della nostra consueta gita fuori porta del weekend: la sagra della braciola.

Sì, perché questo goloso appuntamento che ricorre questo fine settimana, è in realtà la rievocazione dell’evento alle origini della costruzione di Camerata Nuova, che con i suoi 850 metri è un paesino in collina rispetto a Camerata Vecchia che sorgeva a 1200 e della quale oggi restano soltanto ruderi.

Secondo la leggenda, il vecchio paese fu distrutto da un incendio che pare fosse la conseguenza proprio di una braciolata finita male. Il 9 gennaio 1959, infatti, il proprietario della casa più a valle, voleva cucinarsi per pranzo una bella braciola, ma il fuoco nel suo camino era troppo alto, così la casa s’incendiò e in breve tempo, con la complicità del vento di maestrale, le fiamme si propagarono all’intero abitato.

A sostegno della veridicità di questo episodio, ci sono la lettera di richiesta di aiuto del parroco don Antonio Fiori e indirizzata all’abate di Subiaco, e le testimonianze degli abitanti dei vicini centri di Cervara e Rocca di Botte accorsi inutilmente a spegnere l’incendio che invece s’inghiottì in breve tutto il paese. Tra questi c’era anche il pittore svizzero August Weckersser, che pare dalla vicenda trasse l’ispirazione per il quadro ‘Incendio nei Monti della Sabina’, attualmente conservato nel museo di Ognissanti di Schaffausen, in Svizzera appunto.

Secondo un’altra teoria, invece, Camerata Vecchia fu abbandonata a vantaggio di Camerata Nuova in seguito a un accordo raggiunto tra Stato Pontificio e Stato Borbonico per una questione di confini, eliminando finalmente una roccaforte del brigantaggio: da queste parti, infatti, nel 1709 fu arrestato il brigante Scarpalegia, con un impiego di forze impensabile per l’epoca, addirittura duemila guardie papaline.

Comunque sia andata realmente, a noi oggi interessa che la sgara ci sia: si comincia all’ora di pranzo con l’accensione dell’enorme braciere in piazza che rievoca il grande incendio, e poi si preparano le ottime braciole di castrato delle macellerie locali, ma a disposizione del pubblico sarà elaborato un intero menu tipico. A fare da cornice all’evento, anche una mostra fotografica sugli antichi strumenti da lavoro dei contadini della zona, e un’esibizione di balletto da parte del gruppo folkloristico locale.

Foto | Cristopher Aloi

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