Addio ad Anita Ekberg: il ricordo di un mito immortale

Era la musa di Federico Fellini e con la sua bellezza aveva stregato milioni di uomini in tutto il mondo

anita e marcello mastroianni


Dal freddo della Svezia alle temperature miti di quell’Italia che le aveva portato fortuna. Complici la sua bellezza innegabile e un talento straordinario. Con la morte di Anita Ekberg, conosciuta da generazioni intere anche per la mitica scena del bagno nella Fontana di Trevi, scompare il simbolo di colei che ha rappresentato l’icona della Dolce Vita. Ormai il nostro Paese l’aveva adottata, da quando dopo aver incantato Federico Fellini era diventata protagonista di oltre sessanta pellicole. Da anni viveva a Genzano, in località Montegiove ma da qualche tempo, era ricoverata in un clinica privata dei Castelli Romani. L’età avanzava e aveva difficoltà a muoversi. Si è spenta ad 83 anni, creando un vuoto enorme nel mondo del cinema.

Chi era Anita Ekberg?

Anita Ekberg

Svedese di nascita, arrivava Malmo dove aveva vinto il titolo di Miss del Paese per la sua incredibile avvenenza. I primi passi nel cinema li aveva mossi negli Stati Uniti, dove si era trasferita. I primi colleghi con i quali lavorò furono Jerry Lewis e Dean Martin, con i quali agguantò anche un Golden Globe. Immortali i film "Nel segno di Roma", in cui vestì i panni di Zenobia e "La Dolce Vita".

Lo stereotipo in cui era imprigionata questa donna, considerata più un personaggio che una persona non le andò mai stretto fino all'ultima apparizione nel 2002 con la miniserie di Canale 5 Il bello delle donne 2. Capelli biondi, formosa, lunghe gambe e occhi di ghiaccio: una serie di dettagli che contribuirono a farla notare e, quindi, alla sua fortuna. Alla stessa, non si ribellò mai.

Qualche curiosità

anitona

Tutti la ricordano soprattutto per la sua interpretazione nel film “La dolce vita” del 1960 ma Kerstin Anita Marianna Ekberg, questo il suo vero nome, ha lasciato un segno indelebile nella storia del grande schermo. Una vera signora, per eleganza e grazia, anche negli ultimi tempi in cui poteva spostarsi solo su di una sedia a rotelle, senza la compagnia di quei figli che non aveva mai avuto. Una brutta caduta con conseguente rottura del femore l’aveva definitivamente condannata a non rialzarsi più in piedi e non possedeva nemmeno quel capitale che nel tempo aveva accumulato. Anzi, era in condizioni economiche piuttosto precarie e aveva più volte chiesto aiuto alla Fondazione Federico Fellini di Rimini.

Pur essendo morta in povertà, resta nei cuori di tutti il mondo come un vero monumento, di quello che era l’arte vera dietro ad una macchina da presa unita ad una figura sexy e angelica nello stesso tempo.

Roma non la dimentica e per questo nei prossimi giorni, una sua foto sarà sistemata ai lati della Fontana di Trevi.

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