Ghetto di Roma: allarme sicurezza accelera pedonalizzazione quartiere ebraico e Portico d'Ottavia

Allarme sicurezza dopo gli attentati terroristici di Parigi, accelera il progetto di pedonalizzazione delle strade del ghetto ebraico e del Portico d'Ottavia, tra favorevoli e contrari.

Nonostante il progetto di pedonalizzazione del Tridente Romano continui a dividere gli animi sui reali benefici prodotti sulla qualità della viabilità e della vita della zona che vieta alla circolazione di ogni veicolo senza permesso Ztl, l'ipotesi di estenderla sino a largo XVI ottobre 1943 e il cuore del ghetto ebraico torna protagonista di provvedimenti e riunioni in prefettura sulle misure di sicurezza da adottare dopo l'allerta scatenata ovunque dall'attacco terroristico francese.

Fino a ieri solo una parte della strada da Santa Maria del Pianto all'incrocio con via del Tempio era chiusa al traffico, ma allarme terrorismo o meno ora il Questore di Roma Niccolò D'Angelo ha trasformato in isola pedonale le vie principali del Ghetto romano, con immediata rimozione dei veicoli dei residenti, presidiate dai vigili della polizia municipale di Roma Capitale in attesa della segnaletica.

"per motivi di ordine e sicurezza pubblica, a seguito degli atti terroristici avvenuti nei giorni scorsi a Parigi e alle numerose minacce apparse nei siti internet anche contro appartenenti alla religione ebraica, si richiede, con effetto immediato che, nell'area del Tempio Maggiore, in via del Tempio e in via Catalana, venga istituito il divieto di sosta con rimozione per tutti i tipi di veicoli, nonché il divieto di transito per i veicoli con esclusione dei residenti e di chi svolge attività lavorative".

Un progetto di pedonalizzazione del quartiere ebraico in discussione ben prima degli attentati parigini che potrebbe presto formalizzare il divieto delle auto al Portico d'Ottavia, misura a tutela della comunità ebraica che all'indomani dell'assalto al supermercato kasher di Parigi, il prefetto Giuseppe Pecoraro, aveva già deciso di adottare, al punto da raccogliere le lamentele dei sindacati Ospol e l'Ugl, per conto dei caschi bianchi impiegati davanti un obiettivo sensibile come la Sinagoga di Roma, senza adeguati protocolli di sicurezza per la loro incolumità.

Fonti dell'intelligence capitolina assicurano la mancanza di allarmi specifici e segnali concreti di imminenti attacchi alla comunità ebraica romana, nonostante allarmismi e minacce video, mentre la capitale continua a sorvegliare gli obiettivi più 'sensibili' da San Pietro alle moschee, dai giornali alle televisioni, passando per scuole straniere ed ambasciate, con Carabinieri, Polizia e Guardia di Finanza schierati anche al Pantheon, i Fori Imperiali, piazza Venezia e piazza Farnese, il Colosseo e piazza Navona.

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Un progetto che non ha tardato a dividere favorevoli che contano Riccardo Pacifici, presidente della comunità ebraica insieme agli assessori alla mobilità Guido Improta, ai lavori Pubblici Maurizio Pucci e al Commercio Marta Leonori, mentre tra i contrari all’ipotetica pedonalizzazione del Portico d’Ottavia si schierano in prima linea i residenti, prevedendo soste selvagge di motocicli e veicoli, tavolini abusivi e tutto quello denunciato nel comunicato diffuso dall'associazione residenti Campo Marzio

Rome 6th International Festival Of Jewish Culture And Literature

"Come abbiamo ricordato a più riprese ai rappresentanti del Comune, il fallimento del progetto Tridente, che incontestabilmente è sotto gli occhi di tutti ormai, va ben al di là della singola zona di centro storico, essendo invece la dimostrazione che l’amministrazione non ha le capacità né i mezzi per interventi tanto invasivi. Invariabilmente anche per l’ipotetica pedonalizzazione del Portico d’Ottavia prevediamo sosta selvaggia di motocicli e autoveicoli, con questi ultimi che si faranno scudo dei permessi disabili (del tutto intoccabili per i vigili romani, come loro stessi hanno sempre ricordato), e un’invasione incontrollata di tavolini abusivi dalle forme e colori più beceri, senza possibilità di far rispettare regole che assicurino decoro e sicurezza. Si direbbe che l’amministrazione ne stia procedendo con le pedonalizzazioni così come con la raccolta differenziata: allargamento a sempre più parti della città ma senza che le cose funzionino veramente da nessuna parte. Noi avevamo interpretato l’intervento nel Tridente come la decisione finalmente di riprendere il controllo del centro storico, ed a seguire dell’intera città, a cominciare dall’area considerata più delicata ed in vista. Dobbiamo invece constatare che si è trattato solo di una scusa per spendere oltre 1,5 milioni di euro per rifare via del Babuino a piacimento del locale commercio, laddove il centro storico è pieno di strade dove il semplice transito pedonale è reso pericoloso dal dissesto stradale. In tutto ciò l’amministrazione ne ha interrotto ogni rapporto con le associazioni che si erano disposte a collaborare per la riuscita dell’intervento, a ulteriore dimostrazione di infischiarsene del risultato finale. Prima il Tridente, poi il Portico d’Ottavia. Dove il prossimo fallimento?"

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