Lettera a Babbo Natale per i regali che non voglio

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Caro Babbo Natale, o caro Santa Klaus (perché io sta cosa del pupazzone coca cola non è che mi abbia mai convinto),

So che non te la passi benissimo in questo periodo. A prescindere dallo scetticismo di un'infanzia ormai tradita anche dai propri genitori, ti vedo abusato brutalmente in ogni dove, costretto elettronicamente a canticchiare gracchianti registrazioni, appeso senza pietà ai muri dei palazzoni, alla mercé di luminarie ed intemperie, che in confronto il bambinello, spodestato dal suo compleanno, se la spassa.

Immagino poi le foto nei centri commerciali e per la strada, con ragazzini recalcitranti più fallosi di Lucio, e i milioni di letterine illeggibili che ricevi in questo periodo di crisi, anche e soprattutto per te.

Tuttavia mi vedo costretto a partecipare alla congiura postale (almeno online, che facciamo meno carta). Ma mica ti scrivo per chiederti una lista di regali. No, non preoccuparti. Andiamo al risparmio. Ti scrivo però per tutti i regali che non vorrei trovare sotto l'albero o accanto al tacchino. Quelli per cui il "grazie" è più faticoso delle scuse per Fonzie.

Sì, perché ho già provato a depistare amici e parenti in opere più meritorie che la spesa all'ammasso dell'inutile ma so che dalla stragrande maggioranza, non verrò ascoltato. Così ecco qui una lista delle cose che proprio non vorrei mi regalassero. Perché se è il pensiero che conta, allora penso male di chi me ne fa omaggio.

Regali recidivi

Per noi maschi c'è un demone che appare non solo a Natale, ma in ogni stramaledetta occasione di festa. Si manifesta in pacchi dalle forme sottili e lunghi. Mentre te la consegnano l'accompagnano con quel classico "non sapevo proprio cosa farti, per cui sono andato sul classico..". Maledizione, no, un'altra cravatta!

Quando non sono orrende, ovviamente sono dei cloni. Ma perché dovrei volere una cravatta? E soprattutto, perché vuoi proprio farmi sapere che non hai nessuna idea (e non vuoi averla) di cosa mi possa interessare?

Molto simili, ma ambiguamente più utili, sono tutti gli altri orpelli da guardaroba. Se guanti e sciarpe sono ancora accettati nonostante misure e colori improbabili, il portafogli, la cintura e il portadocumenti, non ci prendono mai, ma proprio mai con le tue misure. Così si assiste sempre a quella spaventosa scena del "guarda se ti va bene, mettici le tue cose" e stringi, spingi, allarga finisci sempre col perderti qualcosa.

Ma l'oggetto più temuto è da sempre il fatidico set per scarpe. Ingombranti scatole di latta o buste di cuoio con dentro creme e cremine di tutti i colori, spazzole e spazzolini per pulire stivali da cowboy o mocassini di camoscio. Roba che faranno la muffa nel giro di un anno di totale inattività.

Speri di trovarci dentro un concreto calzascarpe, e di norma ne trovi uno minuscolo con cui ti schiaccierai le dita anche per infilare le pantofole. Ancora peggio di quello da scarparo, comunque, ecco tutta una serie di set malefici ed inesorabili. Quelli per il bagno.

Intanto, pur se fatti sempre per totale incapacità di conoscere qualcosa del prossimo, portano con loro la pesante insinuazione che a livello igienico, hai bisogno di una revisione. Poi, hanno la terribile caratteristica, direbbe Fantozzi, di essere sempre più miniaturizzati.

Così hai uno shampoo per un lavaggio (breve), un bagno schiuma per un bidet o al massimo un pediluvio, e un pettinino per i baffi. Sui balsami e le altre cremine non mi esprimo perché finiscono tutte in cestini polverosi nel bagno insieme ai campioni omaggio e ai furti negli alberghi.

Fra i regali recidivi ovviamente non si possono non citare i pezzi fissi della cancelleria. Agende, calendari (non personalizzati), penne, matite, temperini, quando non fanno parte dell'altra categoria (i reciclati) sanno tanto di confezione stock. E si sa, le cose prese sugli ordini da grossista, non funzionano. Mai.

Regali idioti

Questa è la categoria che odio di più. Soprattutto perché si è diffusa in questi ultimi anni come una vera e propria pandemia. Ovunque si sono moltiplicati negozi che vendono cose assolutamente senza senso. I cosidetti gadgets! E più sono cretini e più hanno successo.

Il trionfo del perfido regalante è quando al momento dello scarto, tu, pur non volendo, davanti al monolito di Kubrick, cedi alla domanda "Ma che cos'é?". Così lui/lei si avventerà sull'oggetto misterioso per illuminarti sulla sua funzione. Spesso non ci riesce, e sei quasi salvo, altre volte ci riescono e te lo fanno "provare" subito.

Così vorrei proprio evitare mini massaggiatori da spalle, pupazzetti che fanno cose assurde, magneti infernali, utensili da cucina per astronauti, salvagocce con cavatappi, appendi abiti borsa da scrivania, orologi parlanti e proiettanti, ombrelli rastrelli, praticelli bonsai da ufficio, portalibri avveniristici o da cartoneanimato, lampade a fungo ecc. ecc. (completate voi la lista).

Fra i regali idioti vorrei fare anche una piccola menzione del reparto esotico. I famosi regali entnici. Non perché siano propriamente idioti, ma perché spesso, quando non rientrano nella prima categoria dei recidivi (servizi da té, cappelli, incensi e candele profumate) diventano cose che userai forse per un'ora al massimo di tutta la tua vita. Tipo i carillon da tavolo, il richiamo per rane o le palle antistress.

Regali reciclati

Grossa categoria questa. Roba che ci hanno creato sopra un business vero e proprio. Dopo Natale è tutto un fiorire di baratti, aste e compravendite dei regali non graditi, così molti pensano di anticipare il meccanismo e piazzano già il recliclato. Solo che troppo spesso, per non dire sempre, la mossa risulta troppo evidente.

Libri con dediche cancellate o pagine strappate. Cd e dvd utilizzati, bagnischuma (ancora loro!) a metà, cappelli ricchi di capelli, penne scariche, omaggi marketing di società che non esistono più, cibi quasi scaduti. Santo cielo, per chi ci avete preso? Per la Caritas?

Regali esagerati

Chiudo con l'opposto della suddetta categoria degli spilorci. E cito i regali che ti mettono in difficoltà. Rari ad essere sinceri, ma capitano. Almeno per il sottocritto, la reazione è che ci si sente in colpa nel bilancio. Loro, gli iper generosi (per altro non è detto che ti regalino cose utili) ti dicono di non preoccuparti, che loro son fatti così, figurati.

Ma tu sai che non è così. Sarai costretto a ricambiare in qualche modo patetico, e foraggerai il sistema peggiore: Lo scambio di regali costosi. Solo per non sentirti in debito.

Certo, Babbo, che se poi tu decidessi di farmi avere, a titolo del tutto anonimo, un enorme fortuna, non oserei non accettarla.

Sinceramente, il tuo amico/nemico RondoneR

Ps. Nei commenti tieni conto anche di tutte le voci che i nostri cari lettori aggiungeranno, grazie.

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