Ecco il 2015: il nuovo anno di Papa Francesco… e non solo

Appuntamenti, grandi eventi e qualche buon proposito per l’anno appena iniziato

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Alla fine è arrivato, comincia oggi: il 2015. La fine di un anno come l’inizio di quello successivo è tradizionalmente tempo di bilanci, e se azzardiamo a tirare le somme su quanto fatto dalla Chiesa negli ultimi 365 giorni fa paura. In senso buono. Si apre oggi, dunque, il terzo anno (solare) di Francesco da Papa, ma in realtà il suo Pontificato si lascerà alle spalle appena due anni il prossimo 13 marzo. Oggi il Papa - come si fa da 48 anni a questa parte – inizia celebrando la giornata mondiale della pace, che in questo 2015 ha il tema “Non più schiavi, ma fratelli”. Il Santo Padre ricorderà questa ricorrenza all’Angelus esprimendo anche due intenzioni di preghiera.

La prima sarà di respiro universale, affinché gli appartenenti alle diverse tradizioni religiose e tutti gli uomini di buona volontà collaborino nella promozione della pace; la seconda sarà, invece, incentrata sull’evangelizzazione, perché in questo anno che la Chiesa dedica alla vita consacrata, i religiosi e le religiose ritrovino la gioia delle sequela di Cristo e si adoperino con zelo al servizio dei poveri. Per imprimere ancora meglio il tema nei cuori di tutti, a Roma oggi si camminerà la tradizionale Marcia della pace organizzata dalla Comunità di Sant’Egidio che partirà alle 10.30 da largo Giovanni XXIII e si concluderà in piazza San Pietro con l’Angelus del Papa.

Come dicevamo, il 2015 sarà per la Chiesa l’anno dedicato alla vita consacrata, durante il quale, cioè, si penserà e si pregherà di più per tutti gli uomini e le donne che hanno risposto alla chiamata del Signore prendendo i voti e dedicando a Lui la loro intera esistenza. Indetto oltre un anno fa da Francesco, al termine dell’incontro con l’Unione dei Superiori generali, in questo anno si attende dal Papa la promulgazione di una nuova Costituzione apostolica sulla vita contemplativa al posto di quella attualmente in vigore, emessa nel 1950 da Pio XII.

Ma per le Nazioni Unite il 2015 sarà l’anno internazionale dei Suoli, inaugurato lo scorso 5 dicembre con eventi tra Roma, New York e Santiago del Cile, allo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica e promuovere un utilizzo sostenibile di questa fondamentale risorsa fin troppo sfruttata. Per l’Europa, invece, il 2015 sarà l’anno dello sviluppo: sia la Commissione che i singoli Stati membri si sono impegnati ad organizzare attività informative sulla cooperazione allo sviluppo messe in campo dall’Unione, sui risultati finora ottenuti e su quelli di prossima realizzazione, promuovendo al tempo stesso la partecipazione diretta, il pensiero critico e l’interesse attivo a un tema così importante. Nel decennale della scomparsa di Giovanni Paolo II, infine, la Polonia ha deciso di consacrargli questo anno 2015.

Ma il 2015 non sarà solo questo: la Germania assumerà la presidenza del G8 e la Turchia per la prima volta quella del G20; da oggi e per i primi sei mesi dell’anno la Lettonia sarà il presidente di turno dell’Unione Europea che le abbiamo passato noi, poi toccherà al Lussemburgo, mentre la Lituania adotterà finalmente l’euro; in questo anno, inoltre, scadranno i termini per il raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo del Millennio, che si è affacciato ormai 15 anni fa. Inoltre ci sarà chi nascerà e chi morirà e saranno persone famose e individui qualunque; ci saranno guerre, catastrofi naturali, guerre e attentati, ma anche l’Expo universale, un’eclissi di sole visibile da Europa, Nordafrica e Russia, e, secondo Totti, lo scudetto della Roma. Non ci resta che viverlo tutto, questo nuovo anno, ogni volta fino in fondo all’ultimo respiro come se ogni momento non dovesse tornare e come se ogni esperienza fosse irripetibile. Perché è così ed è questo il bello della vita. Tanti auguri a tutti.

Foto | Nicola

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