La Tana della Lupa: Pari opportunità


Se ieri doveva essere la partita della svolta (nel bene e nel male) di questa Roma, possiamo riconoscere che l'esame è stato (quasi) superato. Per la prima volta da inizio stagione Luis Enrique non fa trucchi non fa inganni e schiera la formazione più sensata da mettere in campo. Infatti la tattica arrembante lascia il posto ad un sistema più contenuto.

La Juve di Conte che non si arrende mai era l'ostacolo migliore per mettere alle prova il carattere della "nuova" Roma. Metto le virgolette perché, per essere onesti, ieri la pagnotta l'hanno portata a casa i vecchi leader: De Rossi, Totti, Taddei e mettiamoci anche Heinze (nuovo ma anziano).

Il ritorno del capitano è la ventata che serviva per alzare le vele della squadra, che finalmente si fa più concreta. Tuttavia proprio la presenza luminosa del numero 10, ma soprattutto lo spostamento in difesa di De Rossi (migliore in campo, lo avevamo già visto in quel ruolo nel finale drammatico di Firenze, immenso) svuota il reparto centrale.

Pjanic era solo e si è visto. Perde lucidità quando arretra troppo, ma fa un gran lavoro sporco per limitare Pirlo. Il giovane Viviani ha sentito molto l'esordio e pur muovendosi molto, ha fatto diversi errori. Meglio Greco, che però non può garantire la sapienza tattica di Gago.

Davanti Osvaldo (- mezzovoto) e Lamela (+mezzovoto) sono sembrati un po' appannati anche se grintosi. Merito anche dell'aggressività bianconera. Ad ogni modo il pareggio è il risultato più giusto, anche se, a conti fatti (belle parate di Stekelenburg comprese), sta più stretto alla Roma.

L'errore dal dischetto di Totti brucia (forse è peggiore quello dopo, quando rientra troppo sul sinistro), più che altro perché segnare subito dopo aver beccato il pareggio, significava moltissimo. Ma Checco si è dimenticato di quanto Buffon lo conosca bene.

L'angolo preferito di Totti quando il portiere fa paura è sempre quello (ricordate Bari?): Il destro incrociato. Ma per essere sicuri di infilarla deve fare barba e basette al palo (Juve - Roma 2010). Cosa non sempre facilissima. Altrimenti c'è il cucchiaio. Totti si fida più di questo che del destro a uscire (ricordate l'ultimo contro Handanovic). Ma con Buffon non vuole farlo. E' una promessa. Che ci costa 2 punti.

Resta il fatto che la Roma ha tenuto testa alla Juve capoclassifica (che per altro non ci è sembrata supersonica), senza crollare di nervi nel finale. La scorsa stagione fu uno scempio contro una Juve molto più modesta. Una bella partita, insomma, anche se zeppa di erroracci, a cominciare dai due gollonzi.

Restano però anche le solite problematiche giallorosse. Una squadra più accorta ma che rischia ancora troppo. Se sulle fasce abbiamo visto un buon movimento, persino di Josè Angel, finalmente, allora ci restano i dubbi sull'impiego col contagocce di Borriello. Le palle in mezzo per chi sono quando Osvaldo non ci arriva perché sta litigando con qualcuno? Il Pek sta male, ma Rosi che fine ha fatto?

Luis è salvo, per ora. I gufetti stiano boni. E' invecchiato di dieci anni in 4 mesi, però forse ha capito che può e deve ascoltare qualche consiglio, cambiando anche il suo imperativo categorico. Questa è la notizia. Per cui ci rallegriamo, senza troppa enfasi. Considerando che il calendario non ci sorride e che senza innesti siamo ancora fragilissimi.

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