Sampietrini a piazza Venezia: Campidoglio li vende per asfaltare piazza

I Sampietrini di Roma tornano al centro dell'attenzione e delle proposte di Marino, pronto ad asfaltare Piazza Venezia pagando i lavori con la vendita dei cubi di pietra lavica che profumano di storia.

I sampietrini lastricano le strade della Roma sin dal 1700 e se il blocchetto di leucitite prende nome dagli operai specializzati della manutenzione della Basilica Vaticana, furono i serciaroli a metterli in posa per la prima volta in Piazza San Pietro, dopo che Papa Sisto V rischiò di ribaltarsi con la carrozza sul sentiero disconnesso.

Dopo cinque secoli, strade e piazze della Capitale sono ancora alle prese con questi cubi di pietra lavica di origine Laziale, insidiosi (non solo per le donne con i tacchi) rumorosi e soprattutto troppo costosi da mantenere e le polemiche su favorevole e contrari a lasciarli come tratto distintivo della città eterna.

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A nemmeno due anni dall'ultimo restyling, la pavimentazione di Piazza Venezia avrebbe già bisogno di una messa a posto, quindi dopo aver manifestato la palese intenzione di confinare i sampietrini nelle zone pedonali e di liberare le vie ad elevato scorrimento a cominciare da via Nazionale (che già cinque anni fa ha tenuto i suoi sampietrini), il Sindaco Ignazio Marino torna ad escogitare soluzioni e riflessioni.

«Le strade ad alta viabilità e percorrenza come via Nazionale ritengo che non abbiano bisogno dei sampietrini mentre questi sono un carattere distintivo di aree pedonali come piazza Navona, piazza del Pantheon e via dei Fori Imperiali»

Dopo l'infinita pavimentazione del Tridente e il progetto si portare i sampietrini anche lungo via del Corso, l'idea di Marino è di asfaltare Piazza Venezia pagando i lavori con gli stessi sampietrini, non proprio un ritorno al baratto, piuttosto la vendita degli stessi alla ditta chiamata a rinnovare i 170mila metri quadrati di piazza romana all'ombra del Campidoglio.

Ditta che potrebbe anche rivendendoli come oggetti d'arredo o souvenir vista la tendenza dei turisti a portarseli via e che vede in prima linea le ditte cinesi, interessate alle vecchie pietre della capitale.

In ogni caso l'asfalto di piazza Venezia salverebbe una cornice di blocchetti lungo i marciapiedi, insieme alla tracce storico-nostalgiche del suo passato, mentre una parte dei «serci» rimossi, verrebbe comunque riutilizzata nelle isole pedonalizzate del centro storico.

Questo consentirebbe di passare ad asfalti (come quello fonoassorbente, realizzato con copertoni riciclati) che richiedono meno difficoltà di manutenzione e rimbombano nel sottosuolo con maggiore capacità di tenuta. Qualsiasi progetto di sostituzione deve però essere concordato con le Sovrintendenze.

Foto | Roma Ieri oggi

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