Eur spa fallisce, addio alla Nuvola di Fuksas ?

La Nuvola di Fuksas e il progetto rimasto sempre tale: Eur Spa sotterrata dai debiti

nuvola di Fuksas

Poteva essere uno dei fiori all’occhiello della Capitale in vista dell’imminente Expo, eppure oggi resta l’esempio e il simbolo lampante di un Paese che non riesce a valorizzare le opere d’arte e le peculiarità che possiede. Con il fallimento e la relativa chiusura di Eur Spa, infatti, lapidaria come una di quelle certezze che non si vorrebbero mai avere è la notizia che la Nuvola di Fuksas resterà incompleta (questo il rischio più che concreto), a rappresentare una città dove troppi sono i capolavori nascosti, dimenticati, irrealizzati che, ingiustamente, non hanno potuto vedere la luce.

I ritardi nel suo progetto, infatti, hanno di fatto impedito all’Ente Eur di vendere l’hotel “La Lama” e, quindi, bloccato importanti entrate. Senza guadagni, con troppi debiti che si sommavano e l’aggiunta del fallimento dell’operazione di riqualificazione del “Velodromo”, il disastro è avvenuto: l’intero Stivale soffre per una immagine non proprio felice, l’ennesima, che viene pubblicamente mostrata e la Nuvola di Fuksas, rischia di diventare l’emblema di un Paese che non riesce ad andare avanti e gettarsi alle spalle la crisi. Solo l’intervento di terzi potrebbe cambiare la situazione che ora resta delicatissima.

Nei giorni scorsi al termine di un consiglio di amministrazione che non ha portato positive novità e la convocazione dell'Assemblea straordinaria che si è tenuta al Ministero dell’Economia e Finanze, Eur Spa ha confermato il fallimento auspicando quel piano di salvataggio che potrebbe permettere la ristrutturazione.

A tal proposito il suo presidente, Pierluigi Borghini, ha confermato: "La richiesta di concordato in bianco ci consente di prendere tempo. In questo modo, per quattro mesi non saremo aggrediti dai fornitori. L'assemblea dei soci ha deciso di percorrere la strada del concordato che ci consente uno stand-by per avere il tempo di elaborare un piano di ristrutturazione individuando le soluzioni migliori”.

L’organo amministrativo resterà al momento in funzione, affiancato da un commissario giudiziale nominato dal Tribunale, alla ricerca di possibili soluzioni ma di questa situazione anche Fuksas appare deluso e preoccupato, come aveva confermato in una recente intervista a Uozzart.

Fa ancora più male sapere che proprio quell’Ente Eur, nato nel 2000, aveva il compito di gestire e permettere lo sviluppo immobiliare dei beni dell'Ente Autonomo Esposizione Universale di Roma, una società per azioni partecipata al 90% dal Ministero dell’Economia e per il 10% da Roma Capitale. Nella sua rosa di possedimenti ci sono capolavori dell’arte e giardini, ma le difficoltà finanziarie sono diventate insostenibili. A fornire il colpo di grazia, proprio il Centro Congressi “La Nuvola”, dove l’archistar Fuksas, aveva messo tutto il suo estro creativo. L’opera però ha portato a troppi ritardi e oggi si è arrivati a quel punto di non ritorno, per cui il futuro è davvero molto incerto.

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