Il Cono della discordia di Natale: in tour a Roma da piazza Venezia all'Eur

Cono di Natale all\'Eur

Eccolo il cono ‘tre gusti da 25mila euro’ della discordia di Natale, tanto bianco, rosso e verdone da restare nell’aiuola di piazza Venezia per appena un giorno, subito abbattuto dalle critiche, sostituito in gran fretta dal classico abete e spostato (in elicottero) nel Municipio XI.

Ora il «maxicono» di Natale svetta luminoso all’Eur, in via Ciro il Grande, davanti alla sede dell'Eur Spa e quel coreografico Salone delle Fontane, sempre pronto ad ospitare grandi eventi e ospiti cool.

Questo simbolo natalizio rivisitato in modo «ecologico, patriottico, elegantemente neoclassico, quasi di design, con un sobrio tricolore ad abbellirlo», stando alla descrizione dell’Ansa, però sembra destinato ad attirare critiche e polemiche ovunque vada.

Cono di Natale all'Eur
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Cacciato dal centro, mandato in esilio al sud della capitale, dopo l’Alemanno furioso, il cono di cartapesta decisamente poco-tradizionale, sta già aizzando la rivolta del drappello di scontenti del Municipio, anche se forse quello che stona non è tanto l’aspetto del cono quanto l’operazione che c’è dietro, costosa e a quanto pare poco trasparente, oltre che a rischio fraintendimenti.

Realizzato dagli ‘esperti in luminaria’ della Lucifesta group, il maxicono rientra infatti nell’appalto di 800.000 euro assegnato per una parte delle luminarie del centro e quella “Roma si mette in luce”, che pur senza gara e concorrenti, qualcuno deve aver approvato e supervisionato, visto che è stato finanziato dal Comune e da società riconducibili al Comune di Roma come partecipate o sponsor.

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