Stadio della Roma, dopo l’ok del Consiglio tocca alla Regione Lazio

Per la città sono ore importanti, perché piano piano si fa strada un investimento che porterà lavoro e nuovo lustro a livello sportivo

stadio della Roma


L’approvazione in Giunta era già arrivata, ora c’è pure l’ok del Consiglio e quello dello Stadio della Roma, diventa un progetto sempre più reale. Una notizia di grande importanza anche per chi non è uno sportivo incallito, perché la sua realizzazione porterà lavoro e una serie di investimenti fondamentali soprattutto in un periodo di crisi economica come questo. Arrivando il voto a favore per la delibera che considera questo un programma di pubblico interesse, Tor di Valle si prepara a diventare un’area sempre più nota e di primaria importanza, pure a livello internazionale.

Il sì definitivo è giunto dopo un lavoro intenso di concerto tra la Giunta e l’Assemblea Capitolina, con la certezza che i prossimi anni porteranno nella zona una serie di infrastrutture oggi inesistenti, ma utili a tutti i cittadini e turisti. Una collaborazione tra pubblico e privato a tutto beneficio di un’area fondamentale come quella di Roma. Entusiasta il sindaco Ignazio Marino, il quale ha sottolineato quanto sia “un giorno importante”, probabilmente il primo di una lunga serie.

Il voto favorevole è arrivato con 29 voti favorevoli, 8 contrari e 3 astenuti ed ora è tempo di discutere bene sulla questione alla Regione Lazio, come vuole in questi casi il classico iter. Marino ha, quindi, ribadito sull’importante tema e sulla votazione:

“Oggi è un giorno importante per Roma, dopo l’approvazione in Giunta anche il Consiglio ha votato a favore della delibera che riconosce il pubblico interesse del progetto dello stadio della Roma che nascerà a Tor di Valle. Si tratta di un risultato importante, frutto di un grande lavoro di squadra della Giunta e dell’Assemblea Capitolina. […] Il progetto dello Stadio della Roma porterà investimenti, infrastrutture e servizi in tutta l’area e ne beneficeranno, oltre che i tifosi, tutte le romane e i romani. Insomma, un’opera che fa bene alla città e che dimostra come pubblico e privato possano collaborare insieme in maniera virtuosa”.

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