La settimana dei Municipi: la manovra annulla-tutti

È surreale ma è accaduto, e proprio questa settimana: mentre la vita dei Municipi va avanti, ad esempio nel Municipio XII si riunisce l’assemblea dei cittadini della Cecchignola sud, nel Municipio I si discute su quanto sarà bella piazza Testaccio una volta risistemata, nell’XI ci si lamenta perché l’accorpamento scolastico non rispetta la continuità territoriale e nel XII si firma un protocollo d’intesa in tema di malattie rare, la manovra Monti abbassa la sua scure anche sulle ex circoscrizioni romane.

Mentre ovunque c’è fibrillazione per le Feste ormai imminenti, come nel Municipio XII con la mostra delle stelle di Natale (ma anche la denuncia per il mancato rilascio degli scontrini fiscali nel mercatino di via Quasimodo), o nel XX dove si svolge la manifestazione ‘Vetrine per l’arte’ e un po’ in tutti, su idea del sindaco Alemanno, si è festeggiata la Giornata della cortesia, nei palazzi del potere c’è chi attenta alla vita delle amministrazioni municipali proponendo il taglio incondizionato degli emolumenti.

Ecco allora che tutti fanno quadrato e le varie opposizioni tornano magicamente ad andare d’amore e d’accordo: ironico il capogruppo del Pdl al Municipio XII, Massimiliano De Iuliis, che ricorda le riduzioni di numero che hanno già subito con il decreto di Roma Capitale e il taglio del 30% del gettone di presenza che i consiglieri si sono ritrovati qualche anno fa. Da quest’estate, inoltre, niente più permessi per partecipare a sedute di consiglio e commissioni: forse, allora meglio abolirli? Si chiede sarcastico.

Anche al ‘piano di sopra’ della politica c’è chi li difende: il presidente della Commissione Bilancio del Campidoglio, Federico Guidi, ricorda a tutti che i Municipi a Roma sono l’organo di rappresentanza più diretto e vicino ai cittadini, necessario a una città così grande. La butta sull’estensione anche il primo cittadino Alemanno, che ricorda come ogni Municipio amministri fra le 200 e le 250mila persone, come un’intera città di provincia, ed è, dunque, impensabile, che chi se ne occupa lo faccia su base volontaria.

Anche il vicesindaco Sveva Belviso si schiera nettamente in favore dei ‘fratelli minori’, e sottolinea quanto la politica sia una disciplina dedicata alla collettività: se diventa un servizio volontario, si preclude per forza a coloro che non possono attingere a risorse finanziarie personali, insomma, diventa una roba da ricchi. Il consigliere comunale democratico Giulio Pelonzi avverte che si non può interrompere il processo di decentramento ormai avviato per Roma Capitale: se se ne deve cambiare la figura giuridica, come si fa senza le principali articolazioni di prossimità che dovrebbero gestire i nuovi poteri?

Ai piani alti, un gruppo di deputati scrive una nota in difesa dei Municipi in cui si evidenzia l’importanza del lavoro di quanti ogni giorno collegano il territorio alla politica, coloro che sono l’anello debole e ora rischiano di essere colpiti. Fuori dal coro, infine, il senatore dell’Idv Stefano Pedica che grida agli sprechi e invoca il ritorno a funzioni gratuite: “Nei Municipi candidiamo solo giovani fino a 30 anni per formarli politicamente – ha dichiarato letteralmente – a loro la gratuità non peserà di certo”. Volevo risparmiarmi di commentare (e soprattutto di sentire) questa frase ma non ce la faccio: finché in Italia esisteranno persone che la pensano così, la mia generazione sarà difficile che riesca a costruirsi una vita. Grazie tante.

Foto | Flickr

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